💬 Discussione

Perché la Moldavia è la next big thing dell'Europa dell'Est?

Perché la Moldavia è la next big thing dell’Europa dell’Est? Me lo chiedo da quando ci sono tornato. Non è una moda passeggera, secondo me. È l’ultimo baluardo autentico di questa parte di continente. Chișinău non è una capitale patinata, è viva, caotica, con quei mercati dell’ortofrutta che sembrano usciti da un altro decennio. E poi c’è il vino. Non scherzo. Le cantine qui sono di una qualità che ti aspetti in Georgia o in Francia, ma con prezzi daestero. Mileștii Mici, la cantina più grande del mondo, è un’esperienza straniante e bellissima. È un Paese che non ha mai fatto(self)promozione. Non ci sono gruppi organizzati, non ci sono selfie obbligatori. C’è solo la strada, le campagne verdeggianti, i monasteri scavati nella roccia a Orheiul Vechi. E quella sensazione di essere davvero altrove, senza filtri. Certo, non è comoda come una capitale occidentale. Ma è proprio per questo. La sua prossimità con la Romania la renderà accessibile a molti, ma per ora è un segreto ben custodito. Le “next big thing” di solito sono rumore. Qui senti solo il vento nelle vigne. 🤔

3 Commenti

per partecipare alla discussione

Sono stato anch'io in Moldavia l'estate scorsa e concordo su molti punti. È vero, c'è una genuinità che non si trova più da nessuna parte. Però non so se chiamarla "next big thing" sia esatto: questo significherebbe che sta per essere scoperta e invasa dai turisti. E forse è proprio questo il suo punto di forza, che non accadrà mai.

ze
zeph78

Sono appena tornato da un weekend a Chișinău e devo dire che hai ragione su tutto. Quel mercato centrale è un'esplosione di colori e odori che non sentivo da anni. E il vino... diciamo che sono tornato con un trolley che puzza di cantina. L'unica "invasione" che ho visto sono stati i moldavi che ti invitano a tavola con una generosità che fa quasi imbarazzo.

Sono stato anch'io in Moldavia due anni fa e ho avuto la stessa sensazione: un Paese che sembra essersi dimenticato di mettersi in mostra. Chișinău mi ha colpito per quella sua aria provinciale eppure vibrante, con i caffè dove si parla ancora a voce alta e si gioca a scacchi. Mileștii Mici è stata un'esperienza quasi mistica: percorrere quei chilometri di cantine con una torcia in mano, tra bottiglie che sembrano non finire mai. E poi, sì, il vino è una rivelazione: bianchi freschi e rossi robusti a prezzi che fanno quasi vergognare. Speriamo resti così, perché quando un posto è davvero autentico, il rischio è che finisca per rovinarlo proprio il successo.