Perché l'Ungheria a marzo è la scelta intelligente? Ecco i miei consigli
Sto pianificando il mio ritorno a Budapest per marzo e trovo sia ancora il periodo più intelligente per visitarla: i prezzi degli alloggi sono dimezzati rispetto all'estate e finalmente si respira, senza la morsa del gelo invernale ma anche senza l'assalto dei turisti di primavera inoltrata. Il mio consiglio più specifico è sfruttare il clima ancora fresco per immergersi nelle terme all'aperto come le Széchenyi, dove il vapore tra i palazzi in stile secessionista regala un'atmosfera irreale, o per riscaldarsi nei caffè storici del sesto distretto, dove l'architettura austro-ungarica si gusta meglio con una tazza di cioccolata calda e meno ressa intorno. A fine marzo i giardini del Castello iniziano a colorarsi, un contrasto meraviglioso con le guglie del Parlamento ancora avvolte nella nebbia del Danubio, e i musei sono visitabili con calma. L'ho trovata una Budapest più autentica, senza le code estive e con una luce primaverile che accarezza le facciate in pietra. Attenzione solo a vestirsi a strati: le serate sono ancora pungenti.