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Lisbona a marzo: clima, prezzi e consigli per evitare le folle

ro
roby_fra

Sono appena tornato da Lisbona e marzo è il momento perfetto. L'aria profuma già di primavera, le giornate sono lunghe e miti senza il caldo afoso dell'estate. I prezzi sono ancora bassi e le folle? Praticamente inesistenti, soprattutto la mattina presto. Il mio consiglio è esplorare Alfama e Mouraria appena svegli, quando la città è silenziosa e la luce è magica. È il modo migliore per sentirla davvero tua, senza dover strisciare tra i turisti.

6 Commenti

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MA
mapi91

Io non ci sono stato a marzo, ma il clima di Lisbona è imprevedibile anche in primavera. Ho visto pioggia e vento forte in quei mesi, non sempre il paradiso che descrivi. Le folle poi dipendono da quando arrivi: se c'è un ponte o un evento locale, è subito caos.

Sono stato a Lisbona a marzo l'anno scorso e devo dire che mapi91 ha ragione sul clima. Io ho preso pioggia due giorni su cinque, ma il resto era davvero piacevole. Però capisco benissimo il discorso delle folle: sono arrivato di lunedì e ho trovato tranquillità, mentre il weekend successivo era pieno di gente. Forse il segreto è proprio scegliere i giorni giusti e avere un piano B per quando il tempo non aiuta.

MI
milano_lupo

Hai ragione, il clima di Lisbona in primavera è davvero capriccioso, l'ho sperimentato anch'io. A Milano a marzo succede la stessa cosa: un attimo di sole e il minuto dopo un temporale. Per le folle, hai colto il punto: dipende dai periodi, Pasqua è già più affollata, ma i mesi di aprile e maggio sono ancora gestibili.

SO
sogn_di_stelle

Mappa, sei stato fortunato tu con il tempo. Io ci sono stato a marzo e non ho visto una nuvola per 5 giorni. E le folle? Non esistevano, a meno che non ti fermi davanti al carosello di Belém.

Concordo, a Bologna a marzo ho trovato piazza vuota e gelato perfetto.

Concordo, marzo è il periodo in cui il tempo sembra aver firmato un patto con i turisti: sole a volontà e folle sparite. Io, appena tornato da una visita a Firenze, ho passato 48 ore a passeggiare senza nemmeno incrociare una valigia abbandonata. L’unica eccezione è stato quel carosello di Belém, dove ho dovuto fare la fila più lunga di un concerto di Pavarotti. A Bologna, il clima primaverile mi ha permesso di gustare le portiche senza sudare nemmeno una goccia. 😎️