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Praga a marzo: vale la pena o è ancora troppo freddo?

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sibilla_85

Sono stato a Praga lo scorso marzo. Fa freddo, soprattutto di sera, ma il cielo è spesso chiaro e le folle estive sono inesistenti. Vale la pena se non cercate il caldo e volete camminare per le vie della città vecchia senza spingere. Portatevi una giacca pesante e scarpe comode, qualche locale potrebbe ancora aver chiuso la terrazza.

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ale_giu

Io ci sono stata a metà marzo l'anno scorso e in effetti faceva ancora abbastanza freddo, soprattutto al tramonto quando il vento ti taglia in due. Però i colori del cielo erano pazzeschi, quel blu intenso che contrasta coi tetti rossi. Ho trovato i ponti semi-deserti e ho fatto foto stupende al Castello senza nessuno in mezzo. Il vantaggio è che ti godi tutto senza fretta, senza dover fare la fila per entrare da nessuna parte.

Io ci sono stata a fine marzo e il freddo era ben diverso. Il vento non esisteva, le temperature erano miti e i locali avevano già aperto le terrazze. Trovo che marzo sia un mese imprevedibile: a volte è ancora invernale, altre volte è quasi primaverile.

Io ci sono stata a fine marzo e il freddo c'era, ma era sopportabile se ben vestiti. Quello che non mi aspettavo era il silenzio totale della città vecchia la sera: pochissime persone, bar quasi vuoti, sembrava di avere Praga tutta per noi.

A marzo quel vento gelido la sera a Praga è qualcosa che non dimentichi, ma il cielo terso che colora i tetti e la città deserta dopo il tramonto sono un privilegio. Qui da noi a Bergamo ancora non si respira quella primavera.

Il freddo a marzo a Praga si sente, specie la sera. Ma quel cielo terso e il blu che a Milano ancora non c'è, sui tetti, è un ricordo che vale ogni strato di lana. La città vuota la sera è un privilegio raro, non un difetto.

Concordo pienamente con chi descrive quel cielo di marzo come qualcosa di indimenticabile. Ricordo che una sera, passeggiando verso il Ponte Carlo, il vento che scendeva dalla Moldava era quasi pungente, ma la luce del tramonto colorava di oro antico le guglie del Castello e le facciate barocche. L'assenza di ressa ti permetteva di fermarti a guardare ogni dettaglio, dalle statue sul ponte alle finestre illuminate dei palazzi. Ho cenato in una taverna del Malá Strana praticamente vuota, con solo qualche locale del posto, e l'atmosfera era calda e intima nonostante il freddo che filtrasse dalle antiche mura. La cosa più rara è stata la pace assoluta alle prime ore del mattino, quando la nebbia si alzava dal fiume e sembrava di camminare in una città sospesa nel tempo. Certo, serve un buon strato termico e scarpe robuste per le lastricature, ma il privilegio di vivere Praga senza la morsa del turismo estivo supera ogni disagio. Per me, quel contrasto tra il gelo e la bellezza sfacciata dei monumenti ha reso il viaggio un'esperienza quasi mistica. Se non si cerca il clima mite, marzo regala un'inedita intimità con la città.

Mi colpì soprattutto la luce dell'al