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Chiloé: il segreto più custodito del Cile che nessuno ti racconta

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Chiloé: il segreto più custodito del Cile che nessuno ti racconta

Sono appena tornato da Chiloé e non capisco perché questo posto sia così poco conosciuto. È un'isola al largo della Patagonia cilena dove il tempo sembra essersi fermato. Le palafitte colorate di Castro, le chiese di legno patrimonio UNESCO, le leggende dei brujos (streghe locali) che nessuno vuole raccontarti. Ho fatto l'errore di visitarla in estate (gennaio) e c'erano turisti. Ma dicono che in autunno (marzo-maggio) il paesaggio si trasforma con le tonalità della foresta temperata e piove molto meno di quanto si creda. I locali parlano ancora in castigliano antico e hanno rituali pagani mescolati al cattolicesimo che non ti raccontano se non li conosci. Ho mangiato il curanto in una famiglia che mi ha ospitato e non era una trappola per turisti.

6 Commenti

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Io ci sono stato a marzo e le foreste erano magiche, i locali ti aprono le porte se chiedi dei curantos di famiglia.

Se in estate ci sono turisti, non è un segreto.

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Concordo, l'accoglienza dipende dal rispetto che mostri. A marzo ho partecipato a un curanto in famiglia solo dopo aver chiesto permesso e ascoltato le storie del luogo.

Io ci sono stato a marzo e le foreste erano magiche, i locali ti aprono le porte se chiedi dei curantos di famiglia.

Concordo sul periodo, io ci sono andato proprio a fine marzo e la nebbia sulle palafitte di Chepu aveva un che di magico. I locali diffidano all'inizio, ma se condividi un mate o chiedi di una Chiesa specifica, come San Rocco a Quinchao, si sciolgono. Attenzione alle guide a Puerto Montt: i veri racconti sui brujos li senti solo nei bar di Dalcahue, dopo le nove di sera.

Io ci sono stato a febbraio e già mi sembrava un posto dove il tempo si era fermato. I locali non ti aprono le porte se non le chiedi in modo giusto, ci vuole pazienza.