Cartagena in 4 giorni: storia, spiagge e cucina caraibica
Cartagena in 4 giorni è fattibile: storia, spiagge e cucina caraibica si possono assaporare senza correre come un turista disperato.
Il viaggio parte con un volo diretto all’aeroporto Rafael Núñez; il taxi dall’atterraggio al centro storico costa più di una birra, ma è l’unico modo per non perdersi tra le strade di ciottoli e le auto di tuk‑tuk. Una volta dentro la cinta murata, i piedi diventano l’unico mezzo di trasporto necessario: il centro è compatto, i vicoli di Getsemaní si scoprono meglio a passo lento, e le viste sul mare si godono meglio senza il rumore di un bus. Per le escursioni alle spiagge di Bocagrande o a Playa Blanca, il bus locale è economico e piuttosto puntuale, anche se il climatizzatore è più un sogno che una realtà.
Il budget si colloca nella fascia medio: ostelli o guesthouse nel centro storico tengono sotto controllo le spese, ma una cena a base di ceviche in un ristorante di fronte al porto può far sfiorare il portafoglio. Un’eccezione è il tour in catamarano a Islas del Rosario: il costo è sorprendente per la quantità di buongusto che si riceve, ma vale la pena per lo snorkeling tra coralli ancora intatti.
Quattro giorni bastano per coprire le tappe principali: giorno 1 – passeggiata nella zona fortificata, visita al Castillo San Felipe e al Convento de la Popa; giorno 2 – scoperta di Getsemaní, street art e un pranzo con arepas vendute da una signora del mercato; giorno 3 – giornata al mare, preferibilmente presto per evitare le folle e l’acqua torbida di mezzogiorno; giorno 4 – lezione di cucina caraibica in una casa locale, dove si impara a fare il famoso arroz con coco.
Un punto negativo è la temperatura: l’umidità di primavera può trasformare una visita al forte in una sudata a tempo pieno, e le zanzare non mancheranno di ricordare la loro presenza. Inoltre, alcuni ristoranti “tipici” sono più falsi di un souvenir di cartapesta: il menù turistico è spesso un’illusione di sapori.
Consiglio poco noto: al mercato di Bazurto, dietro la banca, c’è un chiosco dove si vendono patacones appena fritti e una salsa di mango piccante che non compare nelle guide. Prendere una bottiglia d’acqua riutilizzabile lì e riempirla al rubinetto del chiosco è un risparmio ecologico e di tasca.
In sintesi, con quattro giorni ben programmati, si può vivere Cartagena con la giusta dose di curiosità, ironia e qualche risata quando il vento porta via il cappello sul lungomare .