Valsesia: trekking autunnale tra laghi e pascoli
Il trekking autunnale in Valsesia tra laghi e pascoli è davvero un’esperienza indimenticabile, con l’aria frizzante, i colori che cambiano e i sentieri che sembrano disegnati da un pittore. Parto sempre da Bologna, dove il treno per Torino è comodo e, una volta a Torino, prendo il diretto per Varallo, il capolinea della linea regionale che attraversa la valle. Il viaggio in treno richiede circa cinque ore, ma la vista dei paesaggi piemontesi già scalda la voglia di avventura. Una volta a Varallo, il bus locale porta al punto di partenza del sentiero: il rifugio di Montagnola, facilmente raggiungibile con un breve tratto di autobus che parte ogni ora.
Il budget per questo itinerario è medio: vale la pena investire in un alloggio in rifugio o in un agriturismo tipico, dove la cena è spesso a base di prodotti locali e il prezzo è più alto rispetto a un ostello, ma la qualità dell’esperienza giustifica la spesa. Per chi vuole risparmiare, è possibile campeggiare in aree autorizzate vicino al lago di Sabbia, ma è necessario prenotare in anticipo perché le zone sono limitate. Il percorso completo, che comprende il giro dei laghi di Gorzente, Sabbia e Piana, richiede tre giorni interi, includendo due notti in rifugio e una giornata di cammino più leggera per tornare verso Varallo.
Un aspetto negativo che ho notato è la scarsa segnalazione dei piccoli sentieri di collegamento tra i pascoli: le indicazioni sono spesso sbiadite o mancanti, per cui è indispensabile avere una mappa cartacea o un’app con GPS offline. Inoltre, la rete cellulare è debole in alcune sezioni, quindi affidarsi solo al segnale può portare a imprevisti.
Un consiglio che raramente compare nelle guide è di fare una sosta al piccolo casale “Il Girasole” vicino al lago di Gorzente, dove il proprietario offre una zuppa di fagioli di montagna preparata al momento; è un vero tesoro per chi vuole gustare qualcosa di genuino e ancora più calorico prima di affrontare la discesa finale. Un altro trucco: portare con sé una coperta leggera, perché al tramonto i prati si trasformano in luoghi perfetti per un piccolo picnic sotto le stelle, lontano dalla folla dei sentieri più battuti.