Graz: itinerario di 3 giorni tra arte, cibo e storia
Graz in tre giorni è fattibile: arte, cibo e storia si intrecciano senza dover correre. Partendo da Bologna, l’opzione più comoda è il volo diretto verso l’aeroporto di Graz, che atterra in circa un’ora e mezza; in alternativa, il treno EuroCity da Vienna (circa due ore) è collegato a un servizio regionale veloce per la stazione centrale di Graz. Una volta in città, la rete di tram e autobus è ben integrata: una tessera giornaliera è sufficiente per spostarsi senza pensieri, ma il centro storico è così compatto che anche una camminata di dieci minuti collega la maggior parte dei punti di interesse.
Il budget può variare: chi predilige alloggi in ostelli e pasti da street food riesce a contenere le spese a livello economico; chi sceglie boutique hotel e ristoranti di alta cucina si avvicina a quello medio; chi vuole provare esperienze di degustazione di vini locali o soggiorni in boutique di design supera facilmente la soglia medio‑alta. In termini di tempo, tre giorni permettono di visitare le principali attrazioni senza sacrificare il ritmo: il primo giorno è dedicato al centro storico, la seconda a musei e castelli fuori dal centro, la terza a parchi e quartieri meno turistici.
Il primo giorno si inizia con la Hauptplatz, poi si prosegue verso la Torre dell’Orologio e la Cattedrale di Graz. Una passeggiata verso il Murinsel, l’isola artificiale sul fiume Mur, offre una vista panoramica unica. Il pomeriggio è perfetto per il Kunsthaus Graz, il museo dalla forma organica che divide le opinioni; personalmente ho trovato la sua collezione di installazioni contemporanee più confusa di quanto mi aspettassi, un punto negativo per chi cerca una narrazione storica più lineare. La sera, le taverne del quartiere di Lend servono piatti tipici come la “Käsespätzle” in ambienti accoglienti.
Il secondo giorno è dedicato al castello di Eggenberg, una gemma nascosta dal turismo di massa. Il giardino barocco è un luogo tranquillo, ma la visita guidata richiede prenotazione anticipata, altrimenti si rischia di dover aspettare ore. Un’idea poco menzionata nelle guide è di fermarsi al caffè della biblioteca di Eggenberg, dove si può gustare una torta di mele fatta in casa mentre si ammira la vista sulla campagna circostante; è un piccolo lusso che rende la visita più memorabile.
Il terzo giorno, un giro al Schlossberg con la famosa “Uhrturm” offre una vista a 360 gradi sulla città; la salita è breve se si prende il “Schlossbergbahn”, ma il tram di ritorno può essere affollato nei weekend, un piccolo inconveniente per chi viaggia leggero. Dopo aver esplorato il mercato coperto di Kaiser-Josef-Platz, dove i produttori locali vendono formaggi e speck, è consigliabile provare il “Kleiner Bär” per un pranzo veloce ma genuino. Per chi vuole scoprire un angolo ancora più autentico, il “Kleinragnitz” in zona Jakomini, un piccolo ristorante a conduzione familiare, serve un “Steirisches Backhendl” con patate novelle, un piatto che difficilmente compare nei circuiti turistici. In sintesi, tre giorni a Graz consentono di assaporare la città in modo completo, con qualche piccola pecca ma con molti tesori nascosti da scoprire.