Cartagena de Indias: itinerario di 4 giorni tra storia e spiagge
Cartagena de Indias è ideale per un itinerario di quattro giorni che alterni storia coloniale e relax balneare, perché la città è compatta ma ricca di contrasti e si può coprire tutto senza fretta.
Io ho iniziato a pianificare il viaggio proprio a marzo, quando le temperature sono tiepidissime, il caldo estivo non ha ancora preso il sopravvento e le piogge sono ancora sporadiche. Il budget che mi è sembrato più realistico è quello medio: un alloggio in una pensione nel centro storico, qualche pasto in ristoranti tipici, spostamenti in taxi o in bici elettrica e qualche escursione fuori città non richiedono spendere cifre da vacanza di lusso, ma è necessario tenere conto di una tassa di soggiorno più alta di quanto si possa immaginare al primo sguardo. Una sorpresa è stata la tariffa fissa di 3 USD per l’uso del servizio di trasporto pubblico locale, che è davvero conveniente per spostarsi tra la zona di Bocagrande e il centro.
Per arrivare, il collegamento più pratico è volare da Firenze con scalo a Madrid; la compagnia spagnola offre voli diretti per Cartagena con un tempo di attesa inferiore a tre ore. Una volta atterrati, l’aeroporto di Rafael Núñez è a soli dieci minuti di taxi dal centro storico. Io ho preferito il taxi autorizzato all’arrivo, perché il servizio di navetta è limitato al weekend e i prezzi sono fissati dal governo. Dentro la città, la maggior parte delle attrazioni è raggiungibile a piedi, ma per spostamenti più lunghi (ad esempio verso la Playa Blanca sull’isola di Barú) il modo più comodo è prendere il bus interurbano “Transcaribe”, che parte dal terminal di San Diego e ha una tariffa unica. Per muoversi nei vicoli del centro, ho affittato una bici elettrica per due giorni: è facile trovarla vicino a Plaza de la Aduana e permette di risparmiare tempo, soprattutto quando si vuole fare una piccola deviazione verso la zona di Getsemaní senza affaticarsi.
Il programma di quattro giorni si è svolto così: il primo giorno ho dedicato la mattina al Castello di San Felipe de Barajas, perché l’accesso è più tranquillo al sorgere del sole e le luci sulla cinta muraria sono perfette per le foto. Nel pomeriggio ho esplorato il centro storico, passeggiando per le strade della città murata, facendo una sosta al convento di La Popa per una vista panoramica sulla baia. Il secondo giorno ho scoperto il quartiere di Getsemaní, con i suoi murales colorati, e ho provato il mercato di Bazurto, dove si può assaggiare il vero street food locale, tra cui il “arepa de huevo” più autentico che abbia mai provato. Il terzo giorno ho preso il traghetto per l’isola di Barú e ho trascorso la mattina sulla Playa Blanca, una spiaggia di sabbia bianca e acque cristalline; l’unico inconveniente è stato il forte vento pomeridiano, che ha smorzato un po’ il nuoto. Il quarto giorno ho fatto una gita in barca verso le isole del Rosario, dove ho fatto snorkeling tra coralli ancora intatti; la visita è stata gratificante, ma la fila per il check‑in al porto di Cartagena può durare più di un’ora, soprattutto nei weekend, il che è una piccola delusione rispetto alle aspettative di rapidità.
Un aspetto negativo da segnalare è la presenza di zanzare, soprattutto al tramonto nelle zone più vicine al mare; una crema repellente ad alta concentrazione è indispensabile, altrimenti si finisce con punture fastidiose che rovinano la serata. Inoltre, il Wi‑Fi pubblico in molte piazze è intermittente e non sempre affidabile, quindi è bene prevedere un piano dati locale.
Un consiglio che non compare nelle guide più comuni è quello di chiedere al barista del Café del Mar di riservare un tavolo sul tetto per il tramonto del quarto giorno, ma di farlo con un piccolo anticipo e di specificare “senza musica, solo il suono delle onde”. L’atmosfera è incredibilmente intima e il panorama sulla città illuminata è qualcosa che resta impresso molto più di una semplice foto di un tramonto standard.
In sintesi, quattro giorni a Cartagena permettono di assaporare la storia coloniale, la vivacità culturale e le spiagge da sogno, con un budget medio, spostamenti gestibili e qualche piccola pecca da tenere presente.