Val di Fassa trekking facile per weekend di primavera
Un trekking facile in Val di Fassa per un weekend di primavera è assolutamente gestibile. Parto da Trento con il treno regionale verso Bolzano, poi prendo il collegamento ferroviario per Trento‑Bolzano‑Cortina e scendo a Moena, dove la rete di autobus locali porta direttamente al punto di partenza del sentiero di San Vito. Alcuni amici hanno optato per l’autostrada verso l’uscita di Ora, ma il parcheggio del Rifugio Vajolet è più pratico se si ha una macchina. Il budget può rimanere nella categoria economica se si dorme in dormitori di rifugi e si cucina con provviste acquistate al mercato di Moena; una sistemazione media in una pensione di montagna garantisce più comfort senza sforare, mentre un hotel di lusso al centro di Canazei spinge il conto verso il caro.
Il percorso più consigliato per chi vuole un’escursione leggera è il sentiero che collega il Lago di Carezza al Rifugio Vajolet, circa dieci chilometri in totale, suddivisibili in due tappe di quattro‑cinque ore ciascuna; così si copre il percorso in un sabato e si torna domenica pomeriggio, lasciando tempo per una passeggiata in paese. L’aspetto negativo è la segnaletica poco chiara nei tratti in prossimità del Passo Sella, dove a volte i cartelli sono coperti dalla neve residua di inverno e si può perdere il percorso se non si ha una mappa cartacea. Un consiglio che le guide non menzionano è quello di prendere il sentiero laterale che attraversa il prato di Pradel, quasi sconosciuto ai turisti, per accorciare il ritorno al rifugio e godere di una vista panoramica sulla valle senza la folla del sentiero principale. Portare una borraccia con filtro è utile perché le sorgenti di montagna sono limpide ma non sempre potabili, così si evita di dover comprare acqua in bottiglia durante la camminata.