Porto Vecchio in primavera: spiagge, cucina e sentieri segreti
Porto Vecchio in primavera è perfetta: clima mite, mare trasparente ma ancora tranquillo e sentieri nascosti che non compaiono nelle brochure di città. Sto pensando di organizzare un viaggio per fine marzo e mi trovo a mettere insieme tutti i dettagli pratici, così da avere un quadro chiaro prima di prenotare.
Il budget si colloca più verso il medio: è possibile trovare alloggi economici in qualche casolare ristrutturato fuori dal centro, ma per una buona cena di pesce fresco e qualche escursione con guida è meglio considerare una spesa più alta. Il volo arriva di solito all’aeroporto di Figari, più comodo per prenotare un transfer diretto verso Porto Vecchio; in alternativa ci sono treni regionali che collegano Bastia a Figari, ma il collegamento è poco frequente e richiede un po’ di pazienza. Una volta in città, il bus locale è affidabile per spostarsi lungo la costa; per i sentieri più interni è consigliabile noleggiare una bicicletta elettrica o, se si ha la patente, un’auto a noleggio per raggiungere i punti più isolati.
Quanta tempo è necessario? Un soggiorno di quattro‑cinque giorni è l’ideale: due giorni per le spiagge di Palombaggia e Santa Giulia, un giorno dedicato al centro storico, con le sue torri genovesi, e un altro per i percorsi di trekking nei vicini boschi di pini. Il sentiero di Capu d’Orlu, poco segnalato, offre panorami spettacolari sul mare e sulla costa rocciosa, ma è necessario partire presto per evitare la folla di escursionisti del fine settimana.
Un aspetto negativo da tenere in conto è la presenza di qualche trappola per i turisti nei pressi delle spiagge più famose: barche a noleggio a prezzi esagerati e venditori ambulanti che propongono souvenir di scarsa qualità. Un altro piccolo inconveniente è la scarsità di parcheggi gratuiti vicino al porto; la maggior parte dei parcheggi è custodita e a pagamento, perciò conviene pianificare l’arrivo in orari non di punta.
Un consiglio che non trovi nei manuali: al tramonto, dirigersi verso il promontorio di “Punta di Capo di Feno” e sedersi su una vecchia roccia di granito, dove la luce dorata illumina la scogliera e il mare si tinge di rosso. Nessun turista sembra parlare di quel punto, ma è il luogo ideale per una foto indimenticabile e per chiudere la giornata con calma, lontano dalla confusione dei locali più frequentati.