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Marrakesh in 5 giorni: souk, giardini segreti e cucina tradizionale

Marrakesh in 5 giorni è assolutamente gestibile: souk, giardini segreti e cucina tradizionale si possono inserire senza correre. La partenza più comoda è un volo diretto da Roma, con partenza al mattino presto e arrivo nel pomeriggio; l’aeroporto di Menara è ben collegato al centro con i bus urbani CTM, ma la soluzione più rapida e poco costosa resta il taxi condiviso fuori dal terminal, dove si può concordare un prezzo fisso. Una volta in città, la rete di minibus rossi (les petits taxis) è in grado di spostare rapidamente da un punto all’altro della medina, anche se è bene controllare che il tassametro sia acceso; in alternativa, le biciclette a noleggio su app locali permettono di evitare il traffico intenso della zona intorno a Jemaa el‑Fnaa.

Il budget medio è il più indicato: si può trovare alloggio confortevole in riad nel cuore del souk senza spendere cifre da lusso, mentre i pasti nei piccoli ristoranti di strada sono abbondanti e di buona qualità. Il tempo necessario per visitare è di circa quattro ore al mattino per i souk, due ore nel pomeriggio per i giardini – il Jardin Majorelle è imperdibile, ma c’è anche il più nascosto Jardin Secret, dove le fontane sono quasi prive di turisti – e la serata per assaporare la cucina tradizionale in una taverna locale.

Una delusione comune è la quantità di truffe nei pressi del mercato: i venditori di tappeti spesso chiedono di “fissare il prezzo” con tecniche di pressione, e i cartelli dei prezzi possono essere fuorvianti. È consigliabile tenere a portata di mano qualche banconota di piccolo taglio e pagare in contanti per evitare sorprese.

Un trucco che non appare nelle guide è quello di chiedere al personale del riad di aprire la porta di una piccola porta laterale nella medina: dietro c’è una piccola bottega di spezie gestita da una famiglia locale, dove si può acquistare zafferano autentico a un prezzo sorprendentemente onesto e provare una piccola degustazione di harira preparata sul momento. Questo angolo è un vero tesoro per chi vuole un’esperienza culinaria più intima e meno turistica.

3 Commenti

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va
vale_roam

Non sono d’accordo: i “les petits taxis” in genere non hanno il tassametro acceso e ti fanno pagare a peso d’uomo. Inoltre, il taxi condiviso fuori dal terminal spesso costa più del previsto, non è affatto “poco costoso”.

el
ele_95

Hai ragione, l'ultima volta mi hanno addebitato il doppio per ogni passeggero

PA
panda_eco

Non sono d'accordo: da Bologna ho provato il taxi condiviso fuori dal terminal e ho pagato molto più del previsto, e i piccoli taxi raramente usano il tassametro, rendendo le tariffe imprevedibili.