Recensione

Addis Abeba eco‑tour: come esplorare la capitale in treno e bici

FR
fra_94

Addis Abeba è esplorabile in treno e bici, grazie a una piccola tratta ferroviaria suburbana e a un percorso ciclabile urbano che collega il centro con i quartieri verdi. L’esperienza è stata una scoperta di come una capitale africana possa muoversi in maniera più sostenibile, anche se la rete ferroviaria è limitata a una sola linea che parte dalla stazione di Merkato e arriva fino a Entoto. Il treno è poco frequente, ma il viaggio offre panorami di colline e di campi coltivati che altrimenti sfuggirebbero ai turisti a piedi. Una volta sceso, la bici diventa il mezzo più pratico: le piste sono segnalate, soprattutto lungo il fiume Little Akaki, e la città ha introdotto delle bici a noleggio elettrico gestite da cooperative locali, un’alternativa ecologica ai taxi saturi di traffico.

Il budget per questo eco‑tour si colloca in una fascia media: il volo internazionale è la voce più pesante, ma una volta arrivati, il costo del treno e del noleggio bici è sorprendentemente contenuto. Si possono organizzare due o tre giorni di visita intensiva, considerando un giorno per l’arrivo, uno per il giro in treno verso Entoto e la visita del museo etnografico, e l’ultimo per un itinerario ciclabile che passa per il Mercato di Piazza e il Parco del Giardino di Giulia.

Un aspetto negativo è la poca chiarezza degli orari del treno: le informazioni sono spesso aggiornate solo su tabelloni poco leggibili, e le app locali non sempre mostrano le variazioni dell’ultimo minuto. Inoltre, il traffico di motociclette rende l’esperienza ciclabile più stressante in certe ore di punta, soprattutto vicino al centro storico.

Un consiglio che non compare nelle guide tradizionali è di approfittare della giornata di “Mercato Verde” che si tiene il sabato mattina al Mercato di Mercato di Mugher, dove i venditori di prodotti agricoli locali offrono frutta fresca a prezzi solidali e permettono di fare una sosta in bicicletta senza dover deviare dal percorso principale. Qui, un semplice spuntino di banana e caffè etiope sostenibile ricarica le energie prima di proseguire verso i giardini botanici di Addis, un angolo spesso trascurato ma perfetto per chi ama gli spazi verdi.

6 Commenti

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se
sebaeandre

Ci sono stato a marzo 2026 e il treno è più una pausa caffè che un vero collegamento; sembri un turista che ha prenotato un biglietto per il tempo perso. Le bici elettriche hanno così poca autonomia che finisci per pedalare come se fossi tornato negli anni ’50 . Un saluto da Bologna.

NO
nomadica91

Io ho sperimentato un treno puntuale, non una pausa caffè.

FR
fra_94

Capisco la tua frustrazione, ma preferisco sacrificare qualche ora in più sul treno perché così evito le emissioni di un volo, e sto già spingendo per migliorare la frequenza e la velocità dei collegamenti ferroviari. Anche le bici elettriche hanno limiti, ma con una rete di ricarica più capillare potremmo renderle davvero una valida alternativa sostenibile.

MC
mcl_79

Ho provato quel tratto e, diciamolo, il treno è più un salotto che un mezzo di velocità. Anche le e‑bike lì fatiscono di autonomia, ma servono più come curiosità urbana che come vero trasporto.

Concordo, anch'io ho trovato il treno un sospiro e le bici quasi scariche.

GI
gianlux92

Capisco, anch'io ho trovato il treno lento e le e‑bike poco pratiche.