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Valle del Cocora: trekking tra le palme di cera e villaggi locali

La Valle del Cocora è ideale per un trekking tra le palme di cera e i villaggi locali. Ho programmato il viaggio per la primavera, quando le nebbie si alzano al mattino e le cime mostrano il loro verde più intenso. Parto da Milano con un volo per Cali, normalmente con una sosta a Bogotá; il volo interno è l’unico modo per risparmiare tempo, altrimenti si può prendere un autobus notturno da Bogotá a Salento, ma la notte sul bus è un’esperienza da valutare. Una volta a Salento, il bus locale porta al parcheggio di Cocora in circa 20 minuti; è consigliabile verificare gli orari al mattino, perché la frequenza scende dopo le 14:00.

Il budget è nella fascia medio‑economica: un alloggio in una guesthouse a Salento, pasti in piccoli ristoranti e il trasporto locale non richiedono spese eccessive, ma un pass per l’area protetta della riserva può sorprendere perché è più alto di quanto si pensi. Per il trekking vero e proprio, due giorni sono sufficienti se si vuole includere anche una passeggiata nei villaggi di Quindio, dove le famiglie coltivano il caffè a mano. Il sentiero si estende per circa 12 km, con un dislivello moderato, ma è bene arrivare al punto di partenza all’alba: la luce è migliore e le nebbie più leggere, così le palme di cera emergono come torri in un mare di nuvole.

Un aspetto negativo è la presenza di turisti in alta stagione, soprattutto nei weekend: si formano code per il parcheggio e il sentiero può diventare affollato, il che toglie un po’ di intimità al paesaggio. Inoltre, l’altitudine (circa 2.500 m) può provocare un leggero mal di testa se non si è abituati. Un consiglio poco citato nelle guide è portare una borraccia con filtro; l’acqua nei piccoli ristoranti è buona, ma è più sicuro riempirla al ruscello vicino al punto di partenza. Un’ultima dritta: comprare un piccolo souvenir di tessuto locale direttamente dal villaggio di La Plata, così si sostiene l’artigianato e si porta a casa un ricordo autentico. ♂

7 Commenti

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Ci sono stato a marzo e ho scoperto che partire all’alba, quando la nebbia è più fitta, regala i panorami più surreali; porto sempre una borraccia extra e una tenda leggera per accamparmi a metà sentiero, così mi sento davvero fuori dalla zona di comfort. Inoltre, fare un salto in moto su strade sterrate vicino al parcheggio aggiunge un brivido che nessun bus locale può dare.

Hai ragione, anch'io ho provato la tenda leggera nella nebbia, esperienza indimenticabile.

MA
mazzo_88

Io credo che la nebbia fitta renda più pericoloso, non più panoramico.

Ci sono stato usando treno fino al punto di partenza, riducendo l’impronta carbonica del 70%

GI
giroverde92

Preferisco il treno fino a un hub europeo e poi un viaggio terrestre, evitando l’aereo.

sa
sara_98

Giusto, anch'io ho preso il treno notturno e dormito in ostello.

sa
sara_98

Il treno europeo finisce al continente, poi servono due voli, quindi l’impronta resta alta.