Valle del Cocora: trekking tra le palme di cera e villaggi locali
La Valle del Cocora è ideale per un trekking tra le palme di cera e i villaggi locali. Ho programmato il viaggio per la primavera, quando le nebbie si alzano al mattino e le cime mostrano il loro verde più intenso. Parto da Milano con un volo per Cali, normalmente con una sosta a Bogotá; il volo interno è l’unico modo per risparmiare tempo, altrimenti si può prendere un autobus notturno da Bogotá a Salento, ma la notte sul bus è un’esperienza da valutare. Una volta a Salento, il bus locale porta al parcheggio di Cocora in circa 20 minuti; è consigliabile verificare gli orari al mattino, perché la frequenza scende dopo le 14:00.
Il budget è nella fascia medio‑economica: un alloggio in una guesthouse a Salento, pasti in piccoli ristoranti e il trasporto locale non richiedono spese eccessive, ma un pass per l’area protetta della riserva può sorprendere perché è più alto di quanto si pensi. Per il trekking vero e proprio, due giorni sono sufficienti se si vuole includere anche una passeggiata nei villaggi di Quindio, dove le famiglie coltivano il caffè a mano. Il sentiero si estende per circa 12 km, con un dislivello moderato, ma è bene arrivare al punto di partenza all’alba: la luce è migliore e le nebbie più leggere, così le palme di cera emergono come torri in un mare di nuvole.
Un aspetto negativo è la presenza di turisti in alta stagione, soprattutto nei weekend: si formano code per il parcheggio e il sentiero può diventare affollato, il che toglie un po’ di intimità al paesaggio. Inoltre, l’altitudine (circa 2.500 m) può provocare un leggero mal di testa se non si è abituati. Un consiglio poco citato nelle guide è portare una borraccia con filtro; l’acqua nei piccoli ristoranti è buona, ma è più sicuro riempirla al ruscello vicino al punto di partenza. Un’ultima dritta: comprare un piccolo souvenir di tessuto locale direttamente dal villaggio di La Plata, così si sostiene l’artigianato e si porta a casa un ricordo autentico. ♂