Nepal: quali permessi servono per il trekking dell'Annapurna
Per il trekking dell’Annapurna servono due permessi fondamentali: il Trekking Permit dell’Annapurna Conservation Area (ACAP) e la TIMS Card (Trekkers’ Information Management System). Entrambi sono obbligatori, anche per i percorsi più brevi che partono da Pokhara, e vanno presentati al punto di ingresso dell’area protetta prima di iniziare il cammino.
Il budget complessivo è di livello medio: i costi di volo internazionale e di eventuale volo interno verso Pokhara, più l’alloggio in lodge di media categoria, permettono di viaggiare comodamente senza spendere cifre da lusso. Per chi ha un occhio più parsimonioso, è possibile ridurre la spesa scegliendo ostelli o tea house più semplici, ma il costo dei permessi resta invariato.
Arrivare in Nepal di solito avviene con un volo verso Kathmandu; da lì la scelta più rapida è un volo domestico verso Pokhara, ma il bus notturno è un’alternativa economica, sebbene più faticosa. Una volta a Pokhara, i tuk‑tuk o i mini‑bus locali portano al punto di partenza del trekking (Nayapul o Bhrikuti).
Il tempo necessario dipende dal percorso: l’Annapurna Base Camp richiede circa 7‑9 giorni, mentre il Circuito completo si aggira su 12‑14 giorni, includendo giorni di acclimatazione. Se si parte in primavera, il clima è mite e i fiori di rhododendron aprono lungo i sentieri, ma è anche il periodo più affollato: le tende dei tea house si riempiono rapidamente, soprattutto nei punti più famosi come Manang.
Un aspetto negativo che ho sperimentato è la lentezza della burocrazia al punto di rilascio dei permessi: durante l’alta stagione le file possono durare mezz’ora o più, e talvolta le timbri non vengono apposti correttamente, costringendo a tornare indietro. Un trucco poco citato nelle guide è quello di recarsi al ufficio ACAP di Pokhara la mattina presto, subito dopo l’apertura, e chiedere il permesso di “pre‑registrazione” via email; così la pratica è già quasi completata quando si arriva sul posto, e la fila si riduce drasticamente. Inoltre, è utile portare sempre una copia cartacea della TIMS Card, perché alcune guide locali controllano anche il documento fisico e non accettano versioni digitali.