Nuova Zelanda: quali trekking scegliere in primavera?
In primavera i trekking più consigliati in Nuova Zelanda sono il Tongariro Alpine Crossing, l’Abel Tasman Coast Track, il Routeburn e il Kepler, perché il clima è mite, i fiori selvatici sono in piena esplosione e le giornate sono lunghe.
Ho iniziato a pianificare il viaggio a marzo, partendo da Roma con un volo per Auckland: la tratta intercontinentale parte da Milano, con scalo in Oriente medio, e dura circa 24 ore. Una volta in Nuova Zelanda, gli spostamenti interni si organizzano meglio con voli domestici verso Queenstown o Christchurch, poi bus regionali e shuttle per i punti di partenza dei sentieri; il noleggio auto è un’alternativa comoda ma più costosa, soprattutto se si viaggia in alta stagione.
Il budget si colloca su una fascia media: alloggio in ostelli o lodge economici, pasti leggeri in cucina condivisa e trasporti pubblici permettono di tenere sotto controllo le spese, mentre la scelta di alcune “huts” gestite da DOC (Department of Conservation) può far lievemente lievitare il conto.
Per vivere l’intero panorama dei quattro percorsi è consigliabile dedicare almeno due settimane, così da avere tempo per acclimatarsi, recuperare dopo le giornate più lunghe e includere qualche escursione più corta o una visita alle città di Wellington e Queenstown.
Un aspetto negativo da tenere conto è la variabilità improvvisa del tempo: in primavera le piogge possono trasformare i sentieri fangosi, soprattutto sul Tongariro, e le chiusure stagionali dei ponti possono costringere a deviazioni non previste. Inoltre, l’Abel Tasman è più affollato di quanto le guide suggeriscano, soprattutto nei weekend di Pasqua.
Un consiglio che non trovo nelle guide è quello di partire per l’Abel Tasman molto presto, verso le 6 del mattino, per catturare la luce dorata sui laghi e per evitare le barche turistiche che si accumulano verso mezzogiorno. Portare un filtro d’acqua portatile è una mossa intelligente: permette di riempire le borracce direttamente da ruscelli cristallini senza dipendere dalle poche fontane lungo il percorso.