Simien Etiopia: trekking tra vette, cascate e villaggi tradizionali
Il Parco Nazionale del Simien in Etiopia è ideale per trekking tra vette imponenti, cascate nascoste e villaggi tradizionali. Da Firenze si parte di solito con un volo internazionale verso Addis Abeba, dove la maggior parte delle compagnie offre collegamenti con uno scalo in Africa orientale; da lì un volo interno di circa un’ora porta a Gondar, punto di partenza più comodo per il Simien. In alternativa, qualche viaggiatore preferisce il combo treno‑bus da Addis‑Abeba a Debre Birhan, ma la rete di autobus locali resta l’opzione più flessibile per raggiungere il campo di partenza a Debark, dove le guide locali si radunano ogni mattina.
Il tempo necessario per un’esperienza completa dipende dal ritmo, ma tre giorni di trekking più un giorno di acclimatazione a Debark o Gondar sono il minimo consigliato; per chi vuole includere escursioni più lunghe verso il Picco Ras Dashen e le cascate di Guassa, una settimana intera è più tranquilla. Il budget può essere definito medio: le sistemazioni in lodge ecologici e i pasti tipici sono accessibili, mentre le escursioni guidate con equipaggiamento completo rappresentano la voce più onerosa, ma il costo sorprendente è il permesso di ingresso al parco, spesso più economico di quanto si pensi rispetto ad altre aree protette africane.
Un aspetto negativo da tenere presente è l’imprevedibilità delle strade di avvicinamento, soprattutto durante la stagione delle piogge primaverili: i solchi possono allungare i tempi di viaggio di diverse ore e talvolta rendere necessaria una deviazione via sentieri secondari. Inoltre, la rete elettrica nei villaggi più remoti è ancora instabile, perciò è utile portare power bank di capacità elevata.
Un consiglio poco citato nelle guide tradizionali riguarda l’uso di cerchi di riso locali per segnalare i punti di sosta durante le escursioni: i pastori li apprezzano e, in cambio, offrono acqua fresca e piccoli spuntini a base di injera, creando un’interazione autentica con la comunità. Un’altra dritta è quella di chiedere al capo villaggio un “kolo”, un piccolo sentiero poco battuto che permette di osservare le famiglie di gelada da vicino, evitando le folle dei percorsi più turistici. In sintesi, il Simien è una terra di contrasti – paesaggi spettacolari e realtà rurali – che premia chi si avvicina con pazienza, flessibilità e rispetto per le tradizioni locali.