Vanuatu 3 giorni: itinerario primaverile tra spiagge e cultura
Vanuatu in tre giorni in primavera è fattibile, ma richiede una selezione mirata tra spiagge, villaggi e qualche esperienza culturale.
Sto pensando di partire a fine marzo, perché il clima è già caldo ma le piogge più intense si rimandano a novembre; l’aria è secca, il mare è limpido. Il budget che mi sembra più realistico è medio: volo internazionale, alloggio in guesthouse o boutique hotel, qualche escursione guidata e pasti nei mercati locali. Non è né il viaggio più economico né quello di lusso, ma consente di provare un po’ di tutto senza stravolgere il portafoglio.
Per arrivare, l’opzione più semplice è volare da Sydney o Auckland verso Port Vila con una compagnia che offre collegamenti settimanali; il volo dura poco più di due ore. Una volta atterrati, il trasporto interno è limitato a minibus condivisi, taxi locali e, per chi vuole risparmiare, ai taxi‑boat che collegano le isole più vicine. Su Port Vila esistono anche biciclette a noleggio, ottime per spostarsi nel centro cittadino senza dipendere dai bus irregolari.
Con tre giorni a disposizione, la proposta è così: giorno uno dedicato all’esplorazione di Port Vila – visita al mercato di Nadi, al Museo Nazionale e al tramonto sulla baia di Mele; giorno due escursione a Espiritu Santo, partendo presto con il ferry per Luganville, dove si può fare snorkeling a Hideaway Island e poi pranzare con i pescatori locali; giorno tre ritorno a Port Vila per un tour culturale a un villaggio di terre interne, dove si può partecipare a una cerimonia di danza tradizionale e assaggiare il kava. In generale, tre giorni consentono di vedere due isole, ma è necessario pianificare gli spostamenti con anticipo perché gli orari dei traghetti non sono giornalieri.
Un aspetto negativo che ho sentito lamentare è la scarsa copertura di internet nelle zone rurali; anche nei centri urbani il segnale può essere intermittente, quindi è meglio prevedere qualche giorno senza connessione. Inoltre, alcune guide turistiche tendono a sovrastimare la facilità di raggiungere le spiagge più remote: la strada verso Champagne Beach, ad esempio, è in parte sterrata e può diventare impraticabile dopo qualche pioggia.
Un consiglio che non compare nelle guide è quello di chiedere al personale della guesthouse di organizzare una piccola escursione in kayak al tramonto nella laguna di Efate; è un’attività poco pubblicizzata, ma i residenti sanno che le acque calme dell’area offrono un panorama spettacolare e, soprattutto, è possibile farlo senza prenotare con le grandi agenzie, risparmiando tempo e denaro.