Islandia: le terme nascoste che le guide non vogliono mostrarti
Sì, le terme nascoste in Islandia esistono davvero e sono praticamente invisibili alle guide tradizionali. Sono arrivato a Reykjavik con un volo low‑cost da Copenhagen, il che rende il viaggio complessivamente medio‑budget se si opta per ostelli e cucina fai‑da‑te. Da lì ho noleggiato un’auto usata con assicurazione base, perché i bus locali non coprono le strade di sterrato che portano ai bagni termali di Hrunalaug e alla piccola sorgente di Krossanes. Un pass per i trasporti pubblici a Reykjavik è sorprendentemente economico, ma fuori città è meglio proprio guidare, soprattutto se si vuole raggiungere le zone più remote in pochi giorni.
Per vedere le terme è sufficiente dedicare tre‑quattro giorni al nord‑ovest della penisola, includendo anche una visita al villaggio di Borgarnes per spezzare il viaggio. Le acque sono calde grazie a una sorgente geotermica naturale, ma l’accesso è a tratti difficile: alcuni sentieri sono scivolosi e, se non si porta una torcia robusta, la notte può diventare un vero ostacolo. Un altro punto negativo è la mancanza di segnaletica: le indicazioni sono praticamente assenti, perciò è facile perdersi se non si ha una mappa cartacea aggiornata.
Un consiglio che le guide non menzionano è di chiedere al barista del Café Gardur a Borgarnes una copia del vecchio “mappe dei bagni termali” che i pescatori usano ancora; è un documento stampato su carta cerata, resistente alla pioggia e con annotazioni su percorsi di emergenza. Portare scarponi impermeabili e una coperta di emergenza è essenziale, perché il vento islandese può trasformare una visita tranquilla in un’avventura fredda in pochi minuti.