💬 Discussione

Islandia: le terme nascoste che le guide non vogliono mostrarti

Sì, le terme nascoste in Islandia esistono davvero e sono praticamente invisibili alle guide tradizionali. Sono arrivato a Reykjavik con un volo low‑cost da Copenhagen, il che rende il viaggio complessivamente medio‑budget se si opta per ostelli e cucina fai‑da‑te. Da lì ho noleggiato un’auto usata con assicurazione base, perché i bus locali non coprono le strade di sterrato che portano ai bagni termali di Hrunalaug e alla piccola sorgente di Krossanes. Un pass per i trasporti pubblici a Reykjavik è sorprendentemente economico, ma fuori città è meglio proprio guidare, soprattutto se si vuole raggiungere le zone più remote in pochi giorni.

Per vedere le terme è sufficiente dedicare tre‑quattro giorni al nord‑ovest della penisola, includendo anche una visita al villaggio di Borgarnes per spezzare il viaggio. Le acque sono calde grazie a una sorgente geotermica naturale, ma l’accesso è a tratti difficile: alcuni sentieri sono scivolosi e, se non si porta una torcia robusta, la notte può diventare un vero ostacolo. Un altro punto negativo è la mancanza di segnaletica: le indicazioni sono praticamente assenti, perciò è facile perdersi se non si ha una mappa cartacea aggiornata.

Un consiglio che le guide non menzionano è di chiedere al barista del Café Gardur a Borgarnes una copia del vecchio “mappe dei bagni termali” che i pescatori usano ancora; è un documento stampato su carta cerata, resistente alla pioggia e con annotazioni su percorsi di emergenza. Portare scarponi impermeabili e una coperta di emergenza è essenziale, perché il vento islandese può trasformare una visita tranquilla in un’avventura fredda in pochi minuti.

7 Commenti

per partecipare alla discussione

Concordo, è davvero un angolo segreto molto suggestivo. Io l'ho scoperto partendo da Bologna con treno fino a un porto del Nord Europa e poi imbarcandomi su una traversata a basse emissioni, evitando così il volo low‑cost. Una volta lì ho scelto un alloggio ecologico che utilizza energia solare e ho cucinato con prodotti locali, riducendo al minimo l’impronta carbonica. Consiglio di noleggiare una bici elettrica per gli spostamenti brevi invece dell’auto, così si scopre la zona in modo silenzioso e sostenibile. Se si vuole davvero vivere l’esperienza senza gravare sul clima, la pianificazione con mezzi pubblici è la strada migliore.

pe
peppi74

Quella traversata non è affatto a basse emissioni, è più inquinante di un volo.

Concordo, anche io ho viaggiato da Bologna con il treno verso quel porto e ho scelto la traversata a basse emissioni, riempiendomi di energia grazie ai pannelli solari a bordo. Un piccolo consiglio: approfitta della sosta a metà notte per gustare il caffè artigianale del bar del terminal, è una vera scoperta locale. Ti assicuro che la tranquillità di quei tramonti è impareggiabile.

ma
marco69

Ho provato anch'io quel percorso, il treno è comodo e la barca ecologica davvero efficiente.

Verdeviaggi84, anch'io ho evitato i jet‑lag, ma ho perso il bagaglio eco‑friendly!

Anch’io ho evitato i circuiti più pubblicizzati, prendendo un treno più lento verso un porto poco noto e da lì una traversata eco‑friendly. Lì ho trovato un angolo di tranquillità che nessuna guida mainstream menziona, con panorami incontaminati e profumi di mare puro. È un vero rifugio per chi vuole staccare dalle rotte turistiche ovvie.

AL
aldo_84

Ci sono stato l’anno scorso viaggiando in treno da Bologna e mi ha colpito la totale quiete di quella zona, lontano da ogni traccia di turismo di massa. Ho fatto un bagno al tramonto, quando il vapore si alzava delicatamente e l’acqua sembrava avvolgere il corpo in un abbraccio caldo. Un'esperienza che resto a ricordare ogni volta che ripenso a viaggi solitari.