Havana weekend storico: musei, musica e cocktail classici
Havana weekend storico: musei, musica e cocktail classici è perfetto per un break di tre giorni, tra cultura, suoni afro‑cuban e drink che raccontano la città. Ho programmato il viaggio per una primavera di marzo, con un budget medio: volo low‑cost da Europa, alloggio in boutique hotel del centro storico e qualche serata nei locali più autentici.
Il volo arriva all’aeroporto José Martí; da lì un taxi condiviso o l’app locale di rideshare portano in un quarto d’ora a La Habana Vieja. Il centro è facilmente esplorabile a piedi, ma per spostarsi verso il museo del rum o la Casa de la Música uso i bus urbani “Camagüey” che costano poco e hanno aria condizionata.
Tre giorni sono sufficienti per visitare il Museo Nacional de Bellas Artes, il Capitolio e l’ex prigione de la Gaceta, poi per perdermi nei suoni del son cubano al club Almalibre. Il pomeriggio, dopo una passeggiata sul Malecón, è l’occasione ideale per un mojito classico al bar La Zorra y el Cuervo: il mix di menta fresca e rum invecchiato è un’esperienza sensoriale.
Una delusione: il traffico mattutino è più caotico di quanto le guide promettano; le strade principali si trasformano in lunghe code soprattutto intorno al centro turistico. Un trucco che non trovi nei libri è prenotare un “coche con conductor” per la serata del museo del rum: il guidatore conosce le migliori torri di rum artigianale e ti evita le file. In più, al mercato de San José, chiedere il “café con leche” al barista locale garantisce un caffè più cremoso rispetto al classico espresso turistico.
In sintesi, un weekend storico a Havana funziona bene con un ritmo lento, qualche spostamento in bus locale e un occhio attento al tempo di viaggio.