Cusco low budget: dormire, mangiare e trekking in 4 giorni
Cusco low budget in 4 giorni è fattibile: si può dormire in ostelli, mangiare a base di piatti di strada e fare trekking con poche spese.
Io sto organizzando il viaggio da Bologna a fine marzo, partendo con un volo low cost per Lima e poi un volo interno per Cusco. Il volo per Lima è l’unica parte costosa, ma una volta in Perù si può prendere un bus notturno economico fino a Arequipa e poi un altro verso Cusco, oppure risparmiare e prendere il volo interno se si trovano promozioni dell’ultimo minuto. Una volta a Cusco, i trasporti sono tutti a piedi, con piccoli colletti (colectivos) che corrono per la città e costano pochissimo, perfetti per spostarsi verso Valle Sagrada o Ollantaytambo.
Per il soggiorno, gli ostelli del centro storico offrono letti in dormitori a prezzi davvero bassi; il mio piano è di prenotare un letto in un ostello con cucina comune, così si può risparmiare ancora cucinando occasionalmente. L’acqua di rubinetto è potabile solo dopo averla bollita, ma c’è un “punto acqua” in Plaza de Armas dove è possibile riempire una borraccia gratis – un trucco che le guide non sempre menzionano. Mangiare non è una sfida: il mercato centrale di San Pedro vende piatti tipo “trucha al horno” o “sopa de quinua” a prezzi da far sorridere, e le porzioni sono abbondanti. Un pasto tipico in una “cuchara” (piccolo ristorante di zona) può costare mezz’ora di lavoro per uno sbronzo, ma è più che sufficiente per tenersi in forma per il trekking.
Il programma di 4 giorni prevede: giorno 1 acclimatamento a Cusco, visita leggera dei dintorni e serata in Plaza; giorno 2 partenza per il trekking alla Laguna Humantay (tre giorni di cammino, ma si può fare in un “day trek” se si parte presto); giorno 3 visita delle rovine di Sacsayhuamán e del mercato artigianale; giorno 4 escursione a Machu Picchu con treno economico e ritorno a Cusco. In realtà, per vedere Machu Picchu in quattro giorni è una corsa; conviene prenotare il treno con anticipo o optare per la via del “Inca Jungle” più economica, ma il ritmo è serrato.
Un aspetto negativo è l’altitudine: i sintomi di mal di testa e nausea sono comuni il primo giorno, e nessuna guida ti dice che l’acqua di “panita” (un tipo di lacticello locale) aiuta a mitigare il mal d’ombra, ma in pratica serve più tempo per acclimatarsi. Inoltre, la rete Wi‑Fi negli ostelli è a volte instabile, quindi non ci si può affidare a mappe online per orientarsi; meglio scaricare mappe offline prima di partire.
Un consiglio poco divulgato è di comprare un “carné de bus” (carta ricaricabile per i colletti) al mercato di San Pedro: con pochi soles si possono fare decine di viaggi brevi, evitando di dover pagare sempre in contanti e risparmiando qualche centesimo. Un altro trucco è di portare una piccola torcia a led con clip, così quando si fa trekking di notte per ammirare le stelle a Sacsayhuamán non si finisce a cercare una lampada da campo costosa.
Insomma, un budget economico è più che sufficiente per quattro giorni a Cusco, basta organizzare i voli e i trasferimenti in anticipo, mangiare dove mangiano i locali e tenere un occhio su l’acclimatazione. Il risultato è un’esperienza ricca di cultura, paesaggi mozzafiato e trekking senza spendere una fortuna.