Domanda

Algarve: quali sono le spiagge più selvagge e poco conosciute?

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viaggiotecnico

Le spiagge più selvagge e poco conosciute dell’Algarve sono Praia da Bordeira, Praia da Ursa, Praia da Falésia nascosta, Praia do Amado (settore meno battuto) e la piccola insenatura di Praia da Fonte da Telha.

Io sto preparando il viaggio per questa primavera, partendo da Milano. Con un budget medio è possibile gestire volo, alloggio e spostamenti senza problemi, mentre chi vuole spendere poco può optare per ostelli o case condivise nelle cittadine di Vila do Bispo o Aljezur. Il volo diretto per Faro è l’opzione più rapida; in alternativa, il treno da Lisbona a Faro è confortevole e permette di ammirare la costa dall’entroterra. Dall’aeroporto o dalla stazione, il modo più flessibile per raggiungere le spiagge selvagge è noleggiare un’auto: le strade secondarie sono spesso sterrate e i parcheggi poco segnalati, quindi è consigliabile un veicolo con trazione adeguata. Se si preferisce risparmiare, le linee di autobus regionali collegano Faro a Lagos, Portimão e poi alle piccole località di pescatori, ma gli orari sono limitati e richiedono qualche cambio.

Per esplorare al meglio queste baie è necessario almeno quattro giornate intere: due per la zona occidentale (Bordeira, Amado, Fonte da Telha) e due per la costa centrale‑orientale (Ursa, Falésia nascosta). Le camminate tra i sentieri costieri sono lunghe e talvolta impegnative; una buona scarpa da trekking è indispensabile, così come una borraccia d’acqua filtrata, perché le fontanelle sono scarse e spesso chiuse in primavera.

Un aspetto negativo da tenere presente è la mancanza di servizi igienici e di segnaletica: molte di queste spiagge sono infatti accessibili solo tramite sentieri poco mantenuti e, in caso di pioggia, il terreno può diventare scivoloso. Inoltre, la popolarità crescente tra gli appassionati di surf ha iniziato a rendere alcune zone, come Amado, più affollate rispetto a pochi anni fa.

Un consiglio che non trovo nelle guide tradizionali è quello di attendere l’alta marea nella parte più bassa di Praia da Ursa: il mare si ritira lasciando una sottile striscia di sabbia dorata dove è possibile ammirare le formazioni rocciose da vicino, senza dover fare lunghe escursioni. Questa piccola scoperta rende la visita ancora più intima e inesplorata.

3 Commenti

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Da Palermo, questa primavera ho constatato che le guide tradizionali mentono: la zona più pubblicizzata è ormai una pista per gli escursionisti più inesperti. In realtà, a pochi chilometri verso l’interno si trovano piccole insenature che nessun sito ufficiale cita e che restano intatte.

VI
viaggiotecnico

Capisco la tua esperienza a Palermo, ma la zona che trovi affollata è in realtà il Parco delle Madonie, dove le guide tradizionali spesso enfatizzano le rotte più famose per motivi di visibilità; per gli escursionisti esperti, i sentieri di Monte Catalfano e il percorso di San Martino offrono comunque percorsi più selvaggi e poco frequentati.

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travel_fra

Sono stato lì lo scorso fine settimana e ho scoperto un piccolo tratto di costa che non compare neanche nelle guide più recenti (Guida Verde 2026). Dopo aver parcheggiato vicino al villaggio, ho seguito un sentiero di circa 30 minuti che scende tra rocce e macchia mediterranea, dove il mare è incredibilmente turchese e quasi privo di turisti. Consiglio di noleggiare un SUV con trazione integrale, perché la strada finale è in parte ghiaiosa e può diventare scivolosa dopo le piogge primaverili. Ho trovato una piccola taverna di pescatori dove servono il pescado fresco del giorno a prezzi ragionevoli, ideale per una pausa prima di proseguire. Per chi preferisce camminare, l’itinerario è segnalato da marker bianchi indicati dal comitato locale di escursionismo (fonte: blog di escursioni 2026).