Portogallo: itinerario road‑trip da Lisbona a Porto in 7 giorni
Un road‑trip da Lisbona a Porto in 7 giorni è fattibile e, con un po’ di pianificazione, si può godere sia delle coste che dell’entroterra. Parto da Lisbona perché è la porta d’ingresso più comoda: voli low‑cost arrivano tutti i giorni e l’aeroporto è collegato al centro con la linea rossa della metropolitana, quindi il trasporto pubblico è già sistemato prima di noleggiare l’auto. Il noleggio si fa meglio in città, dove la concorrenza tra le compagnie è più alta e si riesce a trovare un veicolo di media cilindrata a un prezzo ragionevole; per un viaggio di una settimana un budget medio copre noleggio, carburante, pedaggi e qualche pasto fuori. Chi vuole tenere i costi bassi può optare per un autista‑con‑condivisione su piattaforme locali, ma il risultato è meno flessibile.
Il percorso si suddivide in tappe di circa 150‑200 km al giorno, così da non arrivare stremati al traguardo. Il primo giorno si può dedicare Lisbona e l’area di Belém, poi prendere la A2 verso il sud‑ovest per raggiungere la costa di Setúbal. Qui il traffico può essere un vero incubo durante le uscite di pranzo, soprattutto nei giorni di mercato del pesce, quindi è meglio attraversare la zona in anticipo, intorno alle 7 del mattino. La strada principale è a pedaggio, ma ho scoperto che una tariffa scontata si applica se si utilizza il dispositivo elettronico “Via Verde”; senza di esso i costi salgono rapidamente, soprattutto nella zona di Coimbra.
Il secondo giorno è dedicato alla scoperta di Óbidos, un borgo medievale davvero incantevole, ma la sua fama ha portato a un sovraffollamento di turisti in estate e in primavera i parcheggi sono quasi pieni. Una soluzione pratica è parcheggiare fuori dal muro cittadino, in un piccolo parcheggio a pagamento, e raggiungere il centro a piedi; così si risparmia anche qualche euro e si evita il caos dei veicoli.
Il terzo giorno salvo la visita a Nazare per osservare le onde, ma la spiaggia è affollata di surfisti e il porto è spesso chiuso a causa di restrizioni di sicurezza per le imbarcazioni da pesca. Una delusione è scoperta dell’assenza di una zona tranquilla dove prendere il sole; il consiglio è spostarsi verso la spiaggia di São Miguel, meno pubblicizzata, dove la sabbia è più fine e il bagnasciuga è quasi libero.
Il quarto giorno è il tratto più lungo: da Nazare a Coimbra, attraversando la campagna dell’Alentejo. Qui il carburante è più economico in una stazione di servizio a Vila Franca de Xira; ho notato che il prezzo è di circa un centesimo in meno rispetto alle stazioni autostradali, una piccola differenza che, moltiplicata per le 800 km totali, fa una vera differenza sul bilancio finale.
Il quinto giorno si visita Coimbra, con la sua università e la Biblioteca Joanina. Il campus è un po’ confuso per i visitatori, ma un trucco è prendere la metropolitana leggera locale che passa proprio davanti al dipartimento di storia, così si risparmia tempo e si evita di perdersi nei vicoli.
Il sesto giorno è dedicato alla valle del Douro, con una sosta a Peso da Régua e una visita a una cantina familiare. Non tutti i tour prevedono la degustazione di vino “verità”; ho chiesto al proprietario di servire il vino appena colto, senza filtrazione, così si assapora il vero carattere del terroir, qualcosa che le guide turistiche raramente menzionano.
L’ultimo giorno si arriva a Porto, dove il centro storico è più piccolo di quanto si pensi ma ricco di vita. Il tempo è sufficiente per esplorare Ribeira, il ponte Dom Luís I e la libreria Lello, ma la delusione è il traffico nella zona del porto: le strade sono strette e le restrizioni per i veicoli a bassa emissione possono bloccare l’auto. Il consiglio pratico è parcheggiare in un parcheggio multipiano nella zona di Matosinhos e prendere il tram per il centro; il tram è rapido, economico e permette di fare una piccola deviazione sulla spiaggia, un bonus non menzionato nelle guide standard.
In sintesi, il viaggio richiede una media di 7‑8 ore di guida totali, ma suddivise in tappe gestibili. Con un budget medio si coprono tutti i costi essenziali, si evitano le trappole più comuni e si scoprono angoli meno battuti, rendendo il road‑trip da Lisbona a Porto davvero memorabile.