Tsitsikamma: trekking costiero e foreste pluviali in 5 giorni
Tsitsikamma in 5 giorni è assolutamente realizzabile e combina un tratto costiero spettacolare con l’immersione nella foresta pluviale del Garden Route National Park. Ho iniziato a mettere a punto l’itinerario appena è arrivata la primavera, perché le temperature miti e le piogge leggere rendono i sentieri verdeggianti senza rischiare le scivolate tipiche dell’inverno più rigido.
Per arrivare, la soluzione più comoda da Roma è volare verso Port Elizabeth con scalo a Johannesburg; la compagnia locale offre un volo diretto da lì a circa 2 ore, e il prezzo del biglietto si aggira su una soglia media per un viaggio intercontinentale. Una volta atterrati a Port Elizabeth, il collegamento più semplice è il bus intercity “Intercape” che parte dalla stazione centrale e arriva a Tsitsikamma Village in circa 2 ore e mezza, con una fermata breve a Jeffreys Bay per sgranchirsi le gambe. Per chi preferisce più autonomia, è possibile noleggiare un’auto 4×4 a Port Elizabeth; le strade sono asfaltate fino a Storms River, ma un veicolo con trazione integrale è utile per i tratti secondari verso la zona di Harklies Bay.
Il budget complessivo può essere definito come medio: il volo internazionale e il noleggio auto rappresentano la voce più consistente, mentre l’alloggio può variare da ostelli e campeggi a lodge di fascia più alta. Per un’esperienza più economica, ho considerato di dormire in campeggio all’interno del parco, dove l’attrezzatura è limitata ma l’ambiente è davvero intimo. Per chi non ama l’idea di dormire in tenda, il “Tsitsikamma Village Lodge” offre camere semplici a prezzo medio, con colazione inclusa.
Il piano di 5 giorni è così strutturato: giorno 1, arrivo e ambientamento, camminata leggera lungo la “Waterfall Trail” per vedere le cascate di Macdonald; giorno 2, trekking costiero da Storms River Bridge a Hooper’s Bay, un percorso di circa 12 km che si snoda tra scogliere rocciose e spiagge isolate; giorno 3, escursione nella foresta pluviale lungo il “River Trail” fino a “Salmon Trail”, dove si possono avvistare le famose “brown creepers” e, con un po’ di fortuna, anche un babbuino; giorno 4, visita al “Kei Mouth” per il surf o l’osservazione delle balene (stagione di transito), e ritorno a Storms River per un’ultima camminata al tramonto; giorno 5, recupero e partenza verso Port Elizabeth.
Un aspetto negativo che ho scoperto leggendo i forum è la scarsa copertura cellulare in molte sezioni del sentiero costiero; il segnale cade a partire da circa 3 km dal ponte, il che rende difficile inviare aggiornamenti o chiedere indicazioni in tempo reale. Inoltre, alcune parti della River Trail possono risultare chiuse per manutenzione a causa di frane stagionali, quindi è consigliabile verificare lo stato dei sentieri qualche giorno prima della partenza con il servizio park ranger.
Un consiglio pratico, poco menzionato nelle guide turistiche, è di portare con sé una borraccia filtrante portatile: le acque di torrente sono limpide ma spesso ricche di micro-organismi, e un piccolo filtro permette di riempirla più volte lungo il percorso senza dover portare ingombranti scorte d’acqua. Un altro trucco è di approfittare del “park entry kiosk” situato a Storms River per acquistare il biglietto settimanale al volo; il costo è sorprendentemente inferiore rispetto al biglietto giornaliero se si prevede di fare più escursioni entro la stessa settimana. Con queste previsioni, la sfida di 5 giorni a Tsitsikamma appare gestibile e ricca di emozioni, pronta a soddisfare chi cerca un mix di avventura costiera e immersione nella foresta pluviale senza rinunciare al comfort di un itinerario ben organizzato.