Fiordland: itinerario di 4 giorni tra trekking e paesaggi da cartolina
Un itinerario di 4 giorni in Fiordland combina trekking impegnativi e paesaggi da cartolina, perfetto per chi vuole immergersi nella natura selvaggia della Nuova Zelanda.
Parto da Milano con un volo internazionale verso Christchurch, poi prendo il volo interno per Queenstown e da lì il bus privato che attraversa il lago Wakatipu fino a Te Anau; il trasferimento dura circa 3 ore, ma la vista sul lago è già un anticipo del grande spettacolo. Da Te Anau il servizio di navetta per il Milford Sound è puntuale, ma è consigliabile prenotare con un paio di giorni di anticipo perché i posti si esauriscono velocemente, soprattutto in primavera quando le giornate si allungano e i sentieri sono più accessibili.
Il budget si colloca su una fascia medio‑alta: l’alloggio in lodge o in eco‑cabine con vista sul fiordo non è economico, ma è possibile risparmiare scegliendo dormitori in ostelli a Te Anau e facendo la maggior parte dei pasti con provviste self‑catering. L’esperienza di fare il Milford Track in tre giorni è il punto focale, ma è anche la parte più costosa per via del permesso obbligatorio e del trasporto di equipaggiamento.
Giorno 1: arrivo a Te Anau, sistemazione e breve escursione al Lake Gunn per acclimatarsi. La zona è tranquilla, i primi sentieri sono poco battuti e offrono panorami sull’acqua cristallina. La sera, una passeggiata lungo il fiume s’infittisce di luci di aforismi di viaggiatori che hanno lasciato il loro segno su ogni pietra.
Giorno 2: partenza presto per il Milford Track. Il primo tratto fino a Mackinnon Pass è duro, con salite ripide e terreno fangoso, ma la ricompensa è una vista a 180° sul Fiordland National Park che sembra dipinta. Il campeggio a camp 2 è ben attrezzato, ma la doccia è un po’ fredda: è il classico “poco comfort, tanto spirito”.
Giorno 3: discesa verso la Sponza di Haskell, poi la traversata fino a Lake Marian. Qui il lago è di un verde smeraldo così intenso che le foto sui social sembrano false; l’acqua è incredibilmente limpida ma la zona è spesso avvolta da una leggera nebbia, il che può ridurre la visibilità dei sentieri. È un piccolo inconveniente: bisogna stare attenti a non perdersi, soprattutto quando il sentiero si mescola con il terreno umido.
Giorno 4: ultima tappa verso la fine del track, arrivando al Milford Sound. Il ferry che ti porta all’interno del fiordo è il culmine dell’intera esperienza: le pareti di roccia a strapiombo e le cascate che si tuffano nell’acqua creano un effetto quasi surreale. Dopo aver esplorato il fiordo a piedi, ritorno a Te Anau con la navetta.
Un aspetto negativo da segnalare è la presenza di mosche di montagna nei giorni più caldi; sono più fastidiose di quanto le guide di viaggio ne parlino, ma una mascherina leggera o un repellente ad azione naturale risolve il problema.
Un consiglio che non trovi nelle guide: mentre sei a Milford Sound, porta con te una piccola torcia a LED e una bottiglia di acqua termica. Il ferry parte poco prima del tramonto e le luci dei faraglioni illuminano il fiordo in modo spettacolare; la torcia ti permette di leggere le informazioni sui punti di osservazione senza disturbare gli altri, e l’acqua termica è perfetta per riempire la borraccia quando le fonti sono poche.
In sintesi, quattro giorni sono sufficienti per vivere il Milford Track, vedere il fiordo e assaporare la magia di Fiordland, ma è necessario pianificare con cura i trasferimenti e accettare qualche piccolo disagio legato al clima e al terreno. La combinazione di trekking impegnativo e paesaggi mozzafiato rende l’esperienza indimenticabile, soprattutto quando si riesce a stare un po’ più a lungo alle rive del lago e a sentire il silenzio della natura selvaggia.