Serengeti in marzo: safari, trekking e consigli pratici
Il Serengeti a marzo è ideale per safari, trekking e consigli pratici, soprattutto perché la grande migrazione è appena iniziata e le temperature sono piacevoli. Io ho organizzato il viaggio partendo dall’aeroporto di Arusha, dove è possibile trovare voli diretti dalle principali capitali africane; da lì si prende un bus locale verso la porta d’ingresso di Mikumi, poi un trasferimento su 4×4 verso il parco. Un’alternativa più costosa è il volo interno verso gli airstrip di Seronera o Grumeti, ma permette di guadagnare ore preziose di osservazione. Il budget si colloca su una fascia medio‑alta se si sceglie un lodge con servizio completo; un’opzione più economica prevede campeggio in zona e pasti autogestiti, ma richiede una buona dose di flessibilità. Per esplorare il Serengeti senza fretta servono almeno quattro o cinque giorni, così da coprire sia il circuito del Sud che una giornata di trekking nella zona di Nyerere, dove le guide locali conoscono i sentieri meno battuti. Una delusione è la congestione di alcuni punti di osservazione vicino a Seronera nei fine settimana, con veicoli che occupano la maggior parte dei punti di sosta e limitano la visibilità. Un consiglio poco citato nelle guide è quello di chiedere al capo della propria zona di trekking di portare una bottiglia d’acqua con “sale di talpa” (primo sale di potassio) per contrastare la disidratazione durante le escursioni più lunghe; la soluzione è semplice, economica e salva molte energie. Inoltre, è bene portare una coperta leggera per le serate fredde sulla savana, perché le temperature scendono rapidamente anche in marzo.