📖 Guida

Lago Natron Tanzania: quando e come fotografare i fenicotteri

Lago Natron in Tanzania è il periodo migliore per fotografare i fenicotteri tra la fine di giugno e l’inizio di ottobre, quando le acque si ritirano e le colonie si concentrano sulle rive rosse.

Sto valutando di partire a fine giugno, perché le piogge primaverili sono ormai finite e l’accesso al parco è più agevole. Il budget complessivo si colloca nella fascia media: il viaggio è più costoso di una semplice escursione in Italia, ma non raggiunge i livelli di un safari di lusso. Un volo internazionale per Arusha, poi un trasferimento interno in 4×4 condiviso, è la modalità più pratica. Dall’aeroporto di Arusha si parte con un minibus verso la zona di Ngorongoro, da dove un autista esperto prende la strada sterrata che conduce al lago; il percorso è lungo, ma le curve tra il cratere e la savana rendono il viaggio un’esperienza di per sé.

Per vedere davvero i fenicotteri è consigliabile dedicare almeno due giorni interi al lago: il primo per acclimatarsi, fare un giro di ricognizione e trovare il punto di osservazione più adatto, il secondo per tornare al mattino presto e sfruttare la luce dorata. Un terzo giorno può servire per un’escursione verso il cratere del Kilimanjaro o per un breve passaggio al Parco Serengeti, se il tempo lo consente.

Un aspetto negativo è la corrosività dell’acqua alcalina: la superficie è coperta da una patina di sale che può danneggiare le lenti se non si è prudenti. Ho sentito dire che alcuni fotografi hanno dovuto pulire le vetrate degli obiettivi con acqua distillata subito dopo le riprese, altrimenti si è formato un velo bianco. Un altro svantaggio è la scarsità di punti di ricarica: la rete elettrica è praticamente assente, perciò è indispensabile portare batterie di riserva e un power bank robusto.

Un consiglio specifico, che non compare nelle guide più diffuse, è quello di avvicinarsi al lago dal lato ovest, dove il terreno è leggermente più rialzato e permette di scattare i fenicotteri con lo sfondo del tramonto. Da lì, la luce cade di traverso sui volti rosati degli uccelli, creando un effetto di contrasto molto più drammatico rispetto al lato est, dove il sole è frontale. Inoltre, una piccola lente macro di 100 mm può rivelare dettagli sorprendenti delle piume e delle piume di brodo di sale, che altrimenti resterebbero inosservati con un teleobiettivo tradizionale.

Infine, se si decide di campeggiare vicino al lago, è meglio prenotare il campo gestito dal ranger station, dove il personale fornisce anche informazioni aggiornate sui movimenti delle colonie. È un’opzione più economica rispetto ai lodge, ma richiede di portare tutto il necessario per il bivacco, compreso il cibo a lunga conservazione e un repellente per le zanzare, perché l’area è infatti molto umida al crepuscolo.

3 Commenti

per partecipare alla discussione

la
lauro_79

Ho provato lo street food lì, autentico e sorprendente, meglio dei ristoranti turistici.

Ci sono stato e ho constatato che le guide lo dipingono come imperdibile, ma è solo un set per foto allestito per i turisti. Preferisco i luoghi non filtrati dal marketing, dove la natura si mostra senza scenografie.

ni
nico

Ci sono stato a fine giugno; la luce sulle rive rosse è davvero magica, ma il viaggio richiede tempo e resistenza. Consiglio di non correre sulla strada sterrata, perché la ricompensa è più intensa quando ti fermi ad ascoltare il silenzio della natura.