Svizzera: quali percorsi ferroviari eco‑friendly per le Alpi?
I percorsi ferroviari eco‑friendly per le Alpi in Svizzera includono la linea Glacier Express, il Bernina Express e la traversata del Lötschberg, tutti gestiti con energia rinnovabile e ottimizzati per ridurre l’impronta di carbonio.
Io parto da Bologna in primavera, preferendo il treno fino a Milano e da lì il Frecciarossa verso Zurigo; anche se il volo è più veloce, l’impatto ambientale di un volo low‑cost per un weekend mi sembra una scelta poco responsabile, soprattutto quando la rete ferroviaria europea è così efficiente. Una volta a Zurigo, l’Swiss Travel Pass (costo sorprendente se si acquista in ultima minute) permette di accedere a quasi tutti i treni panoramici senza sacrificare la comodità.
Il percorso che più mi ha colpito è stato il Glacier Express da Zermatt a St. Moritz. Il treno scivola tra 291 gallerie e 91 ponti, usando energia quasi interamente idroelettrica. La vista dei ghiacciai è mozzafiato, ma occorre considerare che il viaggio dura più di otto ore, quindi è meglio inserirlo in una giornata dedicata con partenza presto al mattino. Un’alternativa più breve è il Bernina Express, che parte da Chur o Tirano e arriva a St. Moritz in circa quattro ore; qui la linea attraversa il famoso ponte di Landwasser, un capolavoro di ingegneria sostenibile.
Il Lötschberg Base Tunnel è meno turistico ma altrettanto ecologico: collega Bern a Brig in meno di due ore e offre la possibilità di scendere a piccoli villaggi alpini dove l’eco‑turismo è praticato con serietà. Da qui è facile prendere la ferrovia del Jungfrau, che porta a Grindelwald e Mürren, località dove gli hotel sono certificati “Green Globe” e la gestione dei rifiuti è altamente efficiente.
Per quanto riguarda il budget, mi trovo in una fascia medio‑elevata: il pass ferroviario copre la maggior parte dei trasporti, mentre l’alloggio varia da ostelli eco‑certificati a boutique hotel a gestione energetica zero. Mangiare fuori è più costoso rispetto all’Italia, comunque si possono trovare mense universitarie o piccoli ristoranti che servono piatti locali a prezzi ragionevoli, soprattutto se si evita la zona di Ginevra.
Il tempo necessario per assaporare questi percorsi è di almeno cinque‑sette giorni; così si può includere una notte in una baita alpina a Zermatt, una giornata di trekking a Davos, e un pomeriggio di relax a Lugano con vista lago. Un aspetto negativo è la frequenza dei treni durante le ore di punta: nelle giornate più affollate, i vagoni panoramici possono riempirsi rapidamente, rendendo difficile trovare posto vicino al finestrino per godere dei panorami spettacolari.
Un consiglio che non trovo spesso nelle guide è quello di prenotare la “stoppage” a Täsch, il piccolo villaggio prima di Zermatt, dove è possibile parcheggiare l’auto elettrica e prendere il treno “shuttle” gratuito verso la zona senza auto. Qui c’è anche un piccolo mercato di prodotti locali biologici, perfetto per uno snack a basso impatto ambientale prima di salire sul Glacier Express.
In sintesi, la Svizzera offre una rete ferroviaria davvero sostenibile, con percorsi che permettono di vivere le Alpi senza dipendere dall’aereo o dall’automobile. Con un po’ di pianificazione e la scelta di pass ferroviari più ampi, è possibile ridurre drasticamente le emissioni e comunque godersi paesaggi che restano impressi nella memoria per tutta la vita.