Monopoli primavera: spiagge segrete e cucina tipica
Monopoli in primavera è perfetta: clima mite, mare ancora caldo e pochi turisti. Sto preparando un itinerario di due‑tre giorni, partendo da Bari con il treno regionale che impiega poco più di mezz’ora e scende direttamente nella stazione del centro, così da evitare il traffico delle autostrade. Con qualche euro in più è possibile prendere un autobus locale per raggiungere le spiagge più isolate, ma il modo più comodo resta noleggiare una bici per gli spostamenti brevi.
Il budget è medio: una sistemazione in un B&B di carattere, qualche pasto in osterie tipiche e qualche ingresso a siti archeologici permettono di godere dell’esperienza senza svuotare il portafoglio, anche se un “caffè con panna” servito in una piccola pasticceria sul lungomare può sorprendere per il prezzo rispetto al resto della zona.
Per le spiagge segrete, il consiglio più utile è quello di dirigersi verso la caletta di “Punta del Porto” dopo il faro di Torre Guaceto: una piccola scalinata porta a una zona sabbiosa quasi inesplorata, ideale per chi ama il silenzio. Un altro segreto è la “Baia di Musche”. È necessario camminare un breve tratto di sentiero costiero e portare con sé acqua, perché non ci sono bar in zona.
Dal punto di vista culinario, non si può perder l’osteria “Da Nino”, non presente nelle guide: qui il “ciceri e tria” è preparato secondo la ricetta di famiglia, con un tocco di peperoncino che rende il piatto davvero autentico. Una piccola delusione è la scarsa segnaletica per i parcheggi vicino al centro storico: spesso si finisce a girare in tondo per trovare un posto libero, quindi è meglio arrivare a piedi o con i mezzi pubblici.
In sintesi, una visita di due giorni permette di coprire il centro medievale, le spiagge nascoste e di assaporare la cucina locale, lasciando comunque spazio per un pomeriggio di relax sulla sabbia senza le folle estive.