Cusco perdersi tra mercati e rovine: guida di marzo
Cusco a marzo è affascinante: clima tiepido, fiori di bougainvillea che sbocciano tra le antiche pietre e i mercati che pulsano di colori. Sono qui da pochissimi giorni, spostandomi con i minibus locali che partono ogni mezz’ora dalla piazza principale; il viaggio dall’aeroporto all’alloggio dura circa 20 minuti, ma occorre accettare il prezzo leggermente più alto rispetto a quello dei taxi in città, una piccola sorpresa per chi non l’aspetta. Il budget necessario è medio, basta tenere conto di un alloggio in zona centro, pasti di street food e qualche ingresso a siti archeologici; con un po’ di flessibilità è possibile fare tutto senza gravare troppo sul portafoglio. Per assaporare davvero la città, servono almeno tre giorni: un giorno per il centro storico, con la cattedrale, il convento di Santo Domingo e il mercato di San Pedro; un secondo per le rovine di Sacsayhuamán, Qenko e Puca Pucara; e un terzo per un’escursione fuori porta, ad esempio al lago di Humantay o al villaggio di Maras.
Un aspetto negativo è l’altitudine: la testa fa male al risveglio e l’aria è più rarefatta di quanto si immagini, perciò è fondamentale bere molta acqua e, se possibile, concedersi una notte di riposo in un luogo più basso prima di affrontare le camminate più impegnative. Inoltre, nei weekend il mercato di San Pedro diventa caotico e i venditori tendono a sovrapprezzare gli oggetti tipici; una piccola delusione per chi cerca autenticità.
Un trucco che non trovi nelle guide: entrare al mercato di San Pedro prima delle 8, quando i banchi sono ancora vuoti, permette di contrattare con più tranquillità e di acquistare frutta fresca a prezzi davvero ragionevoli; in quel momento il venditore ti porge una piccola porzione di coca leaf per alleviare i sintomi dell’altitudine, un gesto di ospitalità poco pubblicizzato. Infine, per una vista panoramica sulla città senza pagare l’ingresso al museo, basta salire le scale di legno dietro la chiesa di San Blas: la terrazza abitata da gatti offre una prospettiva spettacolare sul tetto rosso delle case coloniche, perfetta per una foto spontanea al tramonto.