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Buenos Aires street food: choripán, empanadas e vino rosso

Il miglior street food di Buenos Aires è costituito da choripán, empanadas e, sorprendentemente, da vino rosso servito in piccoli locali di strada.

A marzo la città è in piena primavera, le temperature sono tiepide e le rampe dei tramonti colorano i quartieri con una luce quasi dorata. Arrivare è semplice: i voli dall’Europa atterrano all’aeroporto di Ezeiza, da lì un bus di linea o un servizio di shuttle portano direttamente al centro in un’ora più o meno, a seconda del traffico. Una volta in città, la rete di subte (linee A, B, C, D, E) è veloce e copre gran parte dei punti dove è possibile assaporare il cibo di strada; il sistema di bus è altrettanto capillare e i biglietti si acquistano con la carta ricaricabile SUBE, comodissima per i viaggiatori.

Il budget si colloca più nella fascia economica: un pasto di choripán con chimichurri, una porzione di empanadas e un bicchiere di vino rosso costano poco, permettendo di mangiare bene senza prosciugare il portafoglio. Un’uscita serale in un bar di Palermo con vino rosso in bottiglia da una cantina locale, invece, può alzare leggermente la spesa, ma rimane comunque ragionevole rispetto a ristoranti più formali.

Per gustare davvero la varietà è consigliabile dedicare almeno quattro giorni all’esplorazione dei quartieri più vivaci: San Telmo per le antiche bancarelle, Palermo Soho per le versioni più innovative, e la zona di La Boca per l’atmosfera più turistica ma con qualche stand autentico. Un giorno extra può servire per visitare i mercati di dia de los Muertos, dove i venditori di empanadas sono famosi per le varianti di carne e di verdure.

Una delusione frequente è la qualità incostante del vino rosso servito all’aperto; molti bar offrono vino in bottiglia a pressione, ma a volte il prodotto è più un vino da tavola economico che una scelta di qualità. Un altro aspetto negativo è la presenza di stand che, pur avendo un aspetto invitante, utilizzano ingredienti di seconda scelta soprattutto nelle zone più turistiche.

Un consiglio che non appare nelle guide tradizionali è di provare il “choripán al mate”: alcuni venditori di San Telmo offrono il choripán accompagnato da una piccola caraffa di mate freddo, una combinazione che sorprende per freschezza e per il contrasto tra il piccante del chorizo e il gusto erbaceo del mate. Inoltre, per chi vuole evitare le code, è utile passare al bancone di un “bodegón” di Palermo al pomeriggio, quando la folla si riduce e il personale è più disponibile a spiegare le differenze tra le farciture delle empanadas.

In definitiva, Buenos Aires offre un’esperienza di street food che unisce tradizione e sperimentazione, con la possibilità di abbinare un bicchiere di vino rosso a sapori tipici senza spendere una fortuna, basti solo saper scegliere i posti giusti e armarsi di un po’ di curiosità.

11 Commenti

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Non ho mai visto vino rosso servito in chioschi di strada lì.

Hai ragione, ma l'estate scorsa ho bevuto un Chianti in un chiosco di Via Roma.

el
ele73

Ti sbagli, li ho visti serviti in diversi chioschi di strada ieri.

Lì il vino rosso in strada è quasi un mito, non una realtà quotidiana.

girofuggo92, ho sorseggiato rosso in piena strada, quindi non è affatto un mito. Se ti sembra raro, è solo perché ti sei limitato ai quartieri più turistici.

Hai ragione, è più leggenda che realtà: qui il rosso lo trovi soprattutto nei locali più curati, non così tanto per le strade.

Ho assaggiato quell'esperienza, il vino era più una curiosità che tradizione.

Capisco, a volte il vino sembra più una curiosità sperimentale che una tradizione radicata. Preferisco cercare cantine che mantengano vive le pratiche locali.

se
sebaeandre

Io penso che il vino sia più curiosità che tradizione

LU
luxtrip92

Trovo curiosa l'idea di sorseggiare vino rosso tra le bancarelle, ma per me l'esperienza di un'enoteca di lusso è irrinunciabile. Preferisco degustare un Malbec in una location curata, con servizio impeccabile.

Capisco il fascino di un'enoteca raffinata, specialmente per assaporare un Malbec ben curato; però per me il contesto vivace delle bancarelle aggiunge un sapore unico all’esperienza del vino.