Patagonia trekking autunnale tra ghiacciai e lagune nascoste
Il trekking autunnale in Patagonia tra ghiacciai e lagune nascoste è l’ideale per chi cerca un mix di isolamento, colori mutevoli e silenzi interrotti solo dal rombo dei ghiacci. Parto da Bari con un volo intercontinentale verso Buenos Aires, poi una coincidenza verso Punta Arenas; da lì un bus locale porta a Puerto Natales, punto di partenza per il Cammino del Sud. Il trasporto interno è per lo più in bus regionali o in piccoli veicoli condivisi, ma è consigliabile prenotare anche un transfer privato per l’ultimo tratto verso la zona dei laghi, perché le strade sono spesso dissestate e il servizio pubblico è scarso.
Il budget si colloca nella fascia media: alloggio in rifugi semplici, cibo in taverne di montagna e qualche spesa per il noleggio di attrezzatura da trekking non è trascurabile, ma non richiede una spesa da lusso. Per esplorare il percorso con calma servono almeno otto giorni, così da potersi concedere soste extra per fotografare le lagune che si accendono di rosso e oro al tramonto.
Una delusione frequente è il meteo: in autunno le piogge improvvise possono chiudere i passi più panoramici e rendere il terreno fangoso, costringendo a deviare su sentieri meno spettacolari. Inoltre, alcuni rifugi hanno ridotto gli orari di apertura in alta stagione, quindi è bene verificare in anticipo.
Consiglio poco citato nelle guide: al bivacco vicino al ghiacciaio Viedma, prima di partire per il sentiero dei laghi nascosti, chiedere al ranger locale l’ultima informazione sui punti d’acqua non segnalati sui cartografi; c’è una piccola sorgente sotto un grande masso che non appare su nessuna mappa, ma fornisce acqua limpida e fresca per tutto il giorno. Portare una borraccia leggera e un filtro portatile è fondamentale, perché le acque di alcuni laghi possono avere un sapore metallico a causa dei sedimenti.