Sicilia est: le spiagge nascoste di Ragusa e dintorni
Le spiagge nascoste di Ragusa e dintorni sono davvero delle perle incontaminate, perfette per chi cerca tranquillità e paesaggi selvaggi. Sono qui a pianificare un breve viaggio a fine marzo, quando il clima è mite, il mare ancora un po’ fresco ma già invitante, e la folla turistica è quasi assente.
Il budget si colloca nella fascia medio‑economica: con una sistemazione in un agriturismo o in una pensione familiare è possibile contenere le spese, mentre i pasti nei piccoli ristoranti di pescatori risultano onesti e saporiti senza gravare troppo sul portafoglio.
Per arrivare ho optato per un volo interno verso Catania, poi un treno regionale diretto a Ragusa Ibla, comodo e panoramico. Dalla stazione è facile prendere l’autobus locale verso Scicli, dove il primo “nascondiglio” è la spiaggia di Punta Secca, raggiungibile con un breve tratto di bus e una camminata di dieci minuti sul sentiero sabbioso. Un’alternativa meno conosciuta è la caletta di Marzamemi, accessibile via tramvia e poi a piedi lungo un sentiero scosceso; il percorso è segnalato solo da qualche cartello sbiadito, quindi è consigliabile scaricare prima una mappa offline. Un’auto a noleggio per un giorno può aprire altre baie come la Cava d’Alcamo, ma è davvero necessario solo se si vuole spostarsi rapidamente tra più spiagge in un’unica giornata.
Il tempo ideale per esplorare le spiagge nascoste è di due‑tre giorni: un giorno per la zona di Scicli, un altro per la costa di Ispica e il terzo per il tratto più a sud, verso Modica, dove la spiaggia di Cava d’Alcamo è un vero gioiello.
Una delusione da tenere a mente è la carenza di servizi igienici e di punti di ristoro: molte calette non hanno né bar né toilette, quindi è fondamentale portare acqua, snack e, se possibile, un piccolo telo da sdraiarsi. Inoltre, la segnaletica è spesso poco chiara, perciò è facile perdersi senza una buona dose di orientamento.
Un consiglio che non trovo nelle guide è di attendere l’ora di levata per le foto e per godersi la luce dorata: la luce del mattino accende i riflessi sul mare in modo spettacolare, e la quasi totale assenza di bagnanti rende l’esperienza ancora più intima. Portare un ombrellone leggero da casa è un’altra mossa astuta, dato che i chioschi sono rari e spesso chiusi fuori stagione. In sintesi, la zona di Ragusa offre una serie di baie segrete dove il silenzio e la natura predominano, basta solo pianificare con un po’ di attenzione e lasciarsi guidare dal ritmo lento della primavera siciliana.