Nebbie d’argento e sentieri di muschio: 4 giorni sulla Skye
Sì, quattro giorni sull’isola di Skye permettono di vivere le nebbie d’argento e i sentieri di muschio che si immaginano nei sogni di primavera. Parto da Firenze con un volo per Edimburgo, poi un treno per Inverness e, da lì, il bus diretto a Portree; in alternativa, noleggiare un’auto a Inverness rende più flessibile il percorso, soprattutto per gli spostamenti fra i punti più remoti. Il tempo complessivo necessario per coprire l’itinerario è di quattro giorni, più una notte di transito a Edimburgo se si vuole ridurre la stanchezza del viaggio. Il budget si colloca nella fascia medio: alloggio in B&B accoglienti, pasti in pub locali e qualche escursione a pagamento (cable car di Nevis Range) mantengono i costi equilibrati, mentre un’opzione più economica prevede dormire in ostelli e fare la spesa al supermercato, e una versione più alta può includere stanze in boutique hotel e guide private.
Giorno 1 – Arrivo a Portree, sistemazione in un B&B con vista sul porto, passeggiata lungo il waterfront per respirare l’aria salmastra. Nel pomeriggio, visita al Castello di Duntulm, ora rovine che offrono una vista panoramica sul mare. Cena a base di pesce fresco in un piccolo ristorante familiare. La prima delusione è la scarsa disponibilità di parcheggio in centro: i posti gratuiti si esauriscono rapidamente e si finisce per camminare qualche isolata via più distante.
Giorno 2 – Partenza verso il Quiraing, partenza alle otto per sfruttare la luce dorata. Il sentiero è un susseguirsi di colline coperte di muschio, dove la nebbia si posa come un velo argentato. Dopo la camminata, sosta al Café di Staffin per un tè caldo. Un consiglio poco citato nelle guide è portare una borraccia termica: i punti di ristoro sono pochi e il vento può rendere rapidamente fredda l’acqua delle fontane.
Giorno 3 – Escursione al Old Man of Storr al mattino, seguito da una visita al villaggio di Elgol per un breve giro in barca e vedere la costa da un’angolazione diversa. L’aspetto negativo è l’ora di chiusura del servizio di ferry, che può limitare la possibilità di tornare in tempo se si parte tardi. In questo caso, programmare il rientro con un margine di almeno due ore è fondamentale.
Giorno 4 – Salita al Nevis Range con la funivia, vista mozzafiato sulla catena montuosa e possibilità di fare una breve escursione sul sentiero del Glen Nevis. Dopo il pranzo, ritorno a Portree, passeggiata finale tra le case colorate e preparazione per la partenza. L’ultima nota di cautela riguarda il meteo: anche a primavera la pioggia può comparire improvvisa, quindi è consigliabile avere un impermeabile leggero e scarpe adatte alle superfici scivolose.
In sintesi, quattro giorni consentono di respirare l’incanto dell’isola, con un mix di paesaggi spettacolari e piccoli inconvenienti che, se gestiti con un po’ di flessibilità, non rovinano l’esperienza.