Bali in primavera: templi, risaie e spiagge da sogno
Bali in primavera è perfetta per templi, risaie e spiagge da sogno. Arrivare è semplice: dal volo di Firenze si parte con una connessione a Roma o Milano, poi un diretto per Denpasar; il tempo di viaggio è intorno a 15‑17 ore, compresi i trasferimenti. Una volta sull’isola, il modo più comodo è noleggiare uno scooter; le strade secondarie sono meno trafficate e regalano scorci autentici, mentre i taxi app Taxi‑Bali sono utili per spostamenti più lunghi.
Il budget dipende dallo stile: un viaggio economico può girare intorno ai 800 €, con ostelli, street food e trasporti condivisi; una media di 1 500 € garantisce boutique hotel, ristoranti di qualità e qualche escursione guidata; per un’esperienza lussuosa si supera facilmente i 3 000 €.
Tre giorni sono il minimo per toccare le mete principali, ma una settimana permette di esplorare i templi di Uluwatu e Tanah Lot, le risaie di Tegallalang e le spiagge di Nusa Dua senza fretta. Da non perdere è l’alba sul Pura Lempuyang; la luce è incredibile e la folla è ancora molto ridotta. Un’altra perla è la visita al villaggio di Sidemen, dove le terrazze sembrano dipinte e i locali offrono dim sum balinese in una piccola casa di bambù.
Da evitare: i centri di Kuta nelle ore di punta, dove il caos e i prezzi gonfiati rovinano l’atmosfera; anche i tour “tutto incluso” spesso includono guide poco informate. Un aspetto negativo che ho sperimentato è il traffico serale a Seminyak: le strade si intasano e la qualità dell’aria cala, rendendo difficile godersi una cena all’aperto. Un consiglio fuori dalle guide è di prenotare una lezione di cucina al mercato di Ubud prima dell’orario di chiusura; così si ha accesso a ingredienti freschi e si impara a preparare il nasi goreng con i locali stessi.