Scopri le spiagge segrete di Phu Quoc: consigli per viaggiatori
Le spiagge segrete di Phu Quoc si trovano principalmente lungo la costa occidentale, in punti poco segnalati e accessibili solo a piedi o in scooter. Io le ho scoperte durante un viaggio di primavera, quando il mare è ancora calmo e le folle non hanno ancora invaso tutta l’isola. Il budget si colloca nella fascia medio: una sistemazione in boutique hotel o guesthouse con colazione inclusa, pasti in piccoli ristoranti di pesce e il noleggio di uno scooter sono sufficienti per non svuotare il portafoglio, ma non così economici da dover rinunciare a qualche comfort.
Per arrivare, il volo diretto da Hanoi o Da Nang è la scelta più comoda; una volta atterrati all’aeroporto di Phu Quoc, prendo il servizio di navetta gratuito per il centro e poi noleggio uno scooter per girare autonomamente. Muoversi in scooter è il metodo più pratico, perché le strade interne sono strette e le zone più nascoste non hanno trasporto pubblico. Se preferisce la tranquillità, esistono anche taxi a giornata, ma il costo sale rapidamente.
Il tempo ideale per esplorare le spiagge nascoste è di tre‑quattro giorni interi; così si può dedicare una mattina a Long Beach, un pomeriggio al punto più remoto di Bai Sao, e una giornata intera a scoprire le piccole insenature di Ganh Tranh. Un giorno in più permette di fare snorkeling in un relitto poco frequentato.
Una delusione è rappresentata dalla scarsa segnaletica: spesso si finisce per girare a vuoto cercando l’ingresso di una baia, perché i cartelli sono quasi inesistenti e le indicazioni dei residenti sono vaghe. Inoltre, la pulizia delle spiagge non è sempre all’altezza, con qualche rifiuto lasciato dagli altri turisti.
Un consiglio che difficilmente compare nelle guide è quello di chiedere ai pescatori locali di condividere una piccola barca al tramonto: in questo modo si può accedere a calette che non sono raggiungibili a piedi e si osserva il tramonto sul mare in totale privacy, con il vantaggio di ricevere anche qualche aneddoto storico sulla zona. Questo approccio rende l’esperienza più autentica e permette di scoprire angoli che altrimenti rimarrebbero invisibili.