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Vivi il Holi in gruppo a Varanasi: colori, fedi e tradizione

ni
nico

Il Holi a Varanasi si vive al meglio in gruppo, con i colori, la fede e la tradizione che si mescolano in un’esperienza unica. La stagione migliore è la primavera, soprattutto a marzo, quando le giornate sono calde ma non opprimenti e le celebrazioni sono più intense. Per arrivare, il volo per Delhi è il punto di partenza più comodo; da lì un treno notturno diretto a Varanasi costa poco e consente di arrivare al centro città al mattino. In alternativa, un volo interno da Delhi a Varanasi è veloce ma più caro. Una volta a destinazione, il ghats e i bazar si raggiungono a piedi o con un tuk‑tuk, che è economico e permette di muoversi agilmente anche nelle strade affollate.

Il budget ideale è medio: sistemazione in guest‑house a 15‑20 €/notte, pasti locali intorno ai 5 € a pasto, trasporti minimi. Si può scalare al livello economico scegliendo dormitori più semplici, oppure passare al caro soggiornando in hotel boutique sul fiume Gange. Per assaporare appieno il Holi, servono almeno tre giorni: il primo per ambientarsi, il secondo per partecipare alle celebrazioni sul ghats di Assi e Manikarnika, il terzo per esplorare i templi e i mercati di tessuti naturali.

Da non perdere è la zona di Dashashwamedh Ghat, dove i sacri cori e i petali di fiori si mescolano ai colori dellanciati dalla folla; anche il mercato di Chandni Chowk offre polveri organiche di qualità superiore. Da evitare è l’area intorno a Varanasi Railway Station durante le ore di picco: il traffico è caotico, l’aria è pesante di smog e le code per i bagni pubblici possono rovinare l’entusiasmo. Una delusione comune è la mancanza di organizzazione: gli spazi non sono delimitati, quindi i gruppi più grandi possono sentirsi persi o finire per sprecare tempo a cercare un posto dove stare.

Un consiglio poco citato nelle guide è quello di unirsi a una “sangam circle” locale, ovvero un piccolo gruppo di residenti che si riunisce ogni giorno per preparare i colori con ingredienti naturali. Partecipare a una di queste sessioni permette di conoscere le ricette tradizionali, ridurre i costi delle polveri e vivere il rito con un’intimità che i grandi eventi turistici non offrono. Inoltre, portare una sciarpa leggera in tessuto traspirante aiuta a gestire il sudore e a proteggere i capelli dalle tinte vivide.

3 Commenti

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Ci sono stato a Napoli in primavera: vicoli nascosti, pizza vera, evitate i ristoranti turistici.

ni
nico

Grazie per il suggerimento, i vicoli nascosti di Napoli hanno un fascino unico. La prossima primavera mi lancio a caccia di una pizza al forno a legna fuori dalle zone più battute

pa
pat

Ci sono stato a Palermo, scopri il mercato del Capo, autentico e senza truffe.