Machu Picchu in aprile: trekking, storia e cucina andina
Machu Picchu in aprile è il periodo ideale per unire trekking, scoperta storica e gusto della cucina andina. Ho pianificato il viaggio partendo da Roma, prendendo un volo per Lima e da lì un collegamento a Cusco; il volo interno è abbastanza economico se prenotato con anticipo, ma il costo complessivo resta nella fascia medio, considerando trasporti, pernottamenti e ingressi.
Per arrivare al sito, la soluzione più comoda è prendere il treno da Ollantaytambo a Aguas Calientes; la linea è frequente e offre sia opzioni standard che più lussuose. Da Aguas Calientes, un bus di circa 20 minuti sale fino all’ingresso di Machu Picchu; per il trekking al Cammino Inca o alla via alternativa della Salkantay, è necessario prenotare con un operatore locale almeno un mese prima.
Il tempo consigliato è di tre giorni: una notte a Cusco per l’acclimatizzazione, due notti ad Aguas Calientes (una per il Salkantay o Inca Trail, l’altra per visitare la cittadella all’alba e al tramonto). Una visita più rapida, di un solo giorno, è possibile ma si perde la magia della luce mattutina.
Un aspetto negativo è rappresentato dalle piogge primaverili: l’umidità può rendere le rocce scivolose e occasionalmente la cima della Sun Gate rimane chiusa per sicurezza. Inoltre, la presenza di gruppi di tour intensifica la sensazione di affollamento, soprattutto nei punti panoramici più famosi.
Un consiglio che ho trovato utile e che raramente appare nelle guide è quello di acquistare una piccola quantità di quinoa locale da un venditore di Aguas Calientes e cucinarla in una pentola portatile al momento del pranzo, così da gustare il vero sapore andino senza spendere in ristoranti turistici. Portare una bottiglia d’acqua con filtro integrato permette di risparmiare e ridurre i rifiuti plastici, soprattutto durante le lunghe ore di cammino.