Shikoku in primavera: pellegrinaggi, natura e ramen
Shikoku in primavera è il periodo ideale per abbinare il celebre pellegrinaggio dei 88 Templi, le fioriture di sakura e le ciotole di ramen più saporite dell’isola. Scrivendo da Firenze, la pianificazione parte subito dal calendario: la primavera, con le temperature tra i 15 °C e i 22 °C, garantisce giornate miti e un paesaggio in continuo cambiamento, dal verde dei monti di Shikoku al rosa dei ciliegi lungo il fiume Yoshino.
Arrivare è più semplice di quanto si creda. Il volo più rapido parte da un aeroporto internazionale del Nord Italia con scalo a Osaka (Kansai) o a Tokyo (Haneda), per poi prendere il treno shinkansen verso Takamatsu. Da lì, il JR Shikoku Pass consente di coprire l’intera isola con treni locali, autobus e alcuni traghetti. Un’alternativa economica è l’aereo interno verso Tokushima, con poi il servizio di autobus “Wakayama‑Shikoku” che collega le principali tappe del pellegrinaggio. Per spostarsi tra i templi più isolati, il noleggio di un’auto compatta o l’uso di biciclette a noleggio (disponibili a Kochi e Matsuyama) risultano pratici e permettono di risparmiare sui costi dei taxi locali.
Il budget varia notevolmente. Con un’opzione economica è possibile viaggiare in ostello, usufruire dei night bus e del JR Pass, tenendo il conto intorno ai 60 € al giorno. Un livello medio, con hotel business e qualche notte in ryokan, porta la spesa a circa 120 € giornalieri. Per chi desidera un’esperienza di lusso, le sistemazioni in tradizionali onsen ryokan e i tour privati possono superare i 200 € al giorno.
Quanto tempo dedicare? Per assaporare i punti principali del pellegrinaggio (i templi più famosi di Tokushima, Kagawa e Ehime) e concedersi un’escursione nella valle di Iya, almeno dieci giorni sono consigliati. Un itinerario più stringato di cinque giorni può coprire solo i templi di pilota e le attrazioni naturali più accessibili, ma perderà parte della spiritualità che caratterizza il cammino completo.
Tra le cose da non perdere ci sono: il Tempio 71 a Shikokuchuo, dove il giardino zen è particolarmente suggestivo sotto i fiori di ciliegio; la cascata di Otoyo in Iya Valley, raggiungibile con un sentiero di circa due ore che offre panorami mozzafiato; e il ramen di Tokushima, noto per il brodo di miso denso e il topping di kamaboko rosso. Un’esperienza meno pubblicizzata è il “ramen del tempio” servito nella piccola mensa di un monastero buddhista a Matsuyama, dove il brodo è preparato con ingredienti locali e servito in silenzio, creando un’atmosfera quasi meditativa.
Nonostante le meraviglie, è importante segnalare un aspetto negativo: molti templi remoti hanno servizi igienici rudimentali e orari di apertura limitati, soprattutto durante le festività religiose. Inoltre, la “Ramen Street” di Tokushima, frequentemente citata nelle guide, può risultare affollata e il gusto del brodo, se confrontato con quello di Osaka, risulta meno ricco di sapidità, creando una leggera delusione per i palati più esigenti.
Un consiglio pratico, poco presente nelle guide, è quello di scaricare l’app “Shikoku Pilgrimage Map” prima della partenza e di utilizzare una power bank solare per ricaricare lo smartphone durante le lunghe camminate nei sentieri di montagna. L’app segnala non solo la posizione dei templi, ma anche punti di ristoro locali, fontane d’acqua potabile e luoghi di riposo nascosti, permettendo di ottimizzare il percorso senza affidarsi esclusivamente alle indicazioni cartacee.
In sintesi, la primavera su Shikoku offre un equilibrio perfetto tra spiritualità, natura e gastronomia. Con un’organizzazione attenta, un budget adeguato e la consapevolezza dei piccoli inconvenienti, è possibile vivere un pellegrinaggio che rimane impresso nella memoria anche molto dopo il ritorno a Firenze.