Marocco: le oasi dimenticate del deserto di Agafay
Le oasi dimenticate del deserto di Agafay sono davvero poche, ma quelle che esistono – una palude di datteri, una sorgente berbera nascosta e un agrumeto abbandonato – offrono un contrasto sorprendente con le dune grigie. Partendo da Bologna, il viaggio inizia con un volo per Marrakech, poi un taxi o un 4×4 condiviso che percorre circa 30 km di strada di ghiaia. Il costo complessivo si colloca nella fascia media: volo economico, trasporto locale a buon mercato e un pernottamento in una guesthouse semplice ma accogliente vicino al villaggio di Agafay. Per esplorare le oasi è sufficiente una giornata intera se si parte presto, ma se si vuole scambiare due parole con le famiglie berbere e assaggiare il tè locale, conviene prevedere due notti.
Un aspetto negativo è la scarsa segnaletica: i sentieri non sono marcati e, senza una guida locale, è facile perdersi o arrivare a una zona priva di acqua potabile. Un’altra delusione è la mancanza di Wi‑Fi nelle strutture più remote, quindi la connessione è intermittente.
Un consiglio che non si trova nelle guide tradizionali è quello di chiedere al gestore della guesthouse di accompagnare il gruppo a una piccola incrostazione di pietra calcarea che si apre solo alle prime ore del mattino; lì, l’acqua di sorgente è limpida e si può riempire una borraccia senza pagare. Inoltre, far visita al mercato serale del villaggio permette di scoprire artigianato autentico, lontano dai souvenir standard dei circuiti turistici.