Escursioni primaverili nel Triglav: laghi alpini e sentieri nascosti
Le escursioni primaverili nel Triglav regalano laghi alpini di un azzurro intenso e sentieri nascosti che la massa turistica ignora. Partendo da Firenze, il viaggio inizia con un treno verso Milano, poi un rapido collegamento in autobus verso la frontiera slovena; dall’ultima stazione ferroviaria di Nova Gorica, l’autobus regionale porta al villaggio di Bled, da cui partono i bus per il Parco Nazionale del Triglav. Per chi preferisce la libertà dell’auto, la A2/33 attraversa il confine e permette di parcheggiare nei parcheggi di Prag, da lì i sentieri cominciano a pochi minuti a piedi.
Il budget si colloca nella fascia medio: il biglietto del treno e dell’autobus costa circa 80 €, l’alloggio in un rifugio o in un ostello di montagna varia tra 30 € e 60 € a notte, e il conto del cibo è contenuto se si opta per i piatti locali di carne e formaggi. Un’alternativa più economica è il campeggio libero nei pressi di Višegrad, ma è necessario il permesso del parco, che si ottiene online con una piccola tassa di 5 €.
Il tempo necessario per una buona esperienza è di tre giorni: il primo per l’arrivo, l’acclimatazione e una camminata breve intorno al lago Bohinj; il secondo per il trekking sul sentiero di Škofja Loka fino al lago di Vrata, dove il ghiaccio si è già sciolto ma le rive rimangono isolate; il terzo per l’ascensione al Monte Triglav via la via più veloce, con una sosta al lago di Krn, meno frequentato e perfetto per foto senza folle.
Ciò che non bisogna perdere è il lago di Soteska, accessibile solo tramite un sentiero di pietra segnalato da pochi cartelli; la vista del riflesso delle cime sul suo specchio è impareggiabile. Un errore comune è dare per scontato il sentiero di Vrsic, che in primavera può ancora nascondere tratti di ghiaccio e fango, rendendo la camminata più faticosa di quanto le guide suggeriscano.
Un aspetto negativo è la scarsa segnaletica dei percorsi secondari: molte volte i marcatori sono stati rimossi per la stagione di manutenzione, costringendo a usare mappe cartacee o app offline, cosa che può far perdere tempo a chi si affida solo al GPS. Un consiglio fuori dai soliti manuali è di portare una piccola borraccia di acqua di sorgente filtrata da uno dei ruscelli alpini: il sapore è più pulito e, soprattutto, aiuta a ridurre la quantità di plastica portata nella zona protetta. Inoltre, il tramonto sul lago di Krn è visibile solo dal punto di vista di una roccia a nord, non indicata in nessuna cartina turistica; arrivarci richiede una deviazione di trenta minuti, ma il risultato vale lo sforzo.