Come girare Luang Prabang a costo zero in primavera
Non si può girare Luang Prabang a costo zero, ma con un po’ di ingegno si arriva quasi gratis. Ecco l’itinerario che sto cucinando per una settimana di primavera, usando solo ostelli, bici e passaggi gratuiti dove è possibile. Budget complessivo: economico, intorno ai 25‑30 € al giorno se si tiene stretta la spesa.
Giorno 1 – Arrivo e sistemazione
Parto da Bologna con un volo low‑cost via Bangkok, poi un autobus notturno di circa 10 h fino a Vientiane. Da lì prendo un minibus locale (circa 5 €) verso Luang Prabang. Non c’è treno, il treno è una seccatura. Una volta in città, vado direttamente all’ostello “Mekong Backpackers”, 4 € a notte, con cucina condivisa. Prima di sistemarmi faccio un giro a piedi per capire la disposizione del centro e le fonti d’acqua potabile – c’è una fontanella pubblica vicino al mercato dove riempire le borracce gratis.
Giorno 2 – Templi e cascate senza spendere
Al mattino presto, a piedi, arrivo al Wat Xieng Thong, ingresso libero per i pellegrini, ma per i turisti chiedono 1 €. Dico di no e mi limito al cortile. Poi prendo una bicicletta a noleggio di un locale (2 € al giorno) e vado verso le cascate di Kuang Si. Il parcheggio è gratuito, ma se si vuole la zona più fresca bisogna pagare un piccolo biglietto per il sentiero (1,5 €). Rientro a piedi verso l’ostello, dove la cucina dell’ostello offre riso e verdure a 0,50 € per porzione.
Giorno 3 – Mercato notturno e “free walking”
Il mercato notturno è un must, ma è pieno di truffe sui souvenir. Evito le bancarelle che vendono “artigianato originale” e mi limito a provare il cibo da strada: pad thai con verdure fresche costa 1 €. Per una vista panoramica, prendo la “free walking” che alcuni volontari organizzano, senza dover pagare guide. È informale, ma fa capire bene la storia della città.
Giorno 4 – Visita al villaggio di Ban Xang Hai (cannolo di sesamo)
Prendo un minivan locale (3 €) verso Ban Xang Hai, famoso per i cannoli di sesamo. Il viaggio dura 30 minuti e non c’è Wi‑Fi affidabile, è un punto negativo se conta sul cellulare. Arrivato lì, entro al laboratorio di un’artigiana che offre una dimostrazione gratuita. Assaggio un cannolo per 0,80 € e ritorno in città con la stessa bici.
Giorno 5 – Escursione in kayak sul Mekong, ma gratis
Ho scoperto che l’ostello collabora con un’associazione che presta kayak per le prime due ore senza costi, basta una piccola donazione volontaria di 1 €. Pagare è facoltativo, così risparmio e mi faccio anche qualche foto (anche se qui non posso condividerle). Il resto della giornata lo trascorro a leggere con la brezza sul ponte del Mekong, dove la gente locale si riunisce per chiacchierare.
Giorno 6 – Ritorno a Vientiane e volo di ritorno
Prendo nuovamente il minibus locale (5 €) verso Vientiane, poi il volo low‑cost di ritorno. Se si vuole risparmiare ulteriormente, conviene prenotare il volo con largo anticipo, perché i prezzi salgono di brutto in primavera.
Giorno 7 – Rilass e riflessioni
Ultimo giorno libero per recuperare le energie prima di partire. Consiglio di prendere il tram locale (0,30 €) fino al parco di Phousi, dove la vista è ottima e non c’è folla se ci si alza prima delle 7.
Tempo totale necessario: almeno 5‑6 giorni per vedere le principali attrazioni senza fretta, ma una settimana è più comoda per includere le gite fuori porta.
Delusione: la connessione internet è molto scarsa fuori dall’ostello, quindi per aggiornare il blog o scaricare mappe bisogna affidarsi a hotspot Wi‑Fi in caffè, che spesso hanno una quota minima di spesa.
Consiglio fuori dalle guide: comprare una borraccia grande e riempirla alla fontanella del mercato mattutino, poi usarla per l’acqua nei percorsi di trekking; questo evita di comprare bottiglie d’acqua a 0,50 € l’una e fa anche amicizia con i venditori locali, che spesso offrono sconti se si mostrano “eco‑friendly”.
Con questo piano si arriva quasi gratis, si vede tanto e si spende poco, perfetto per chi non vuole spendere una fortuna e odia i tour organizzati.