Tram, tapas e viste nascoste: Lisbona in primavera
Lisbona in primavera è un mix irresistibile di tram nostalgico, tapas sfiziosi e panorami che si scoprono solo se si sottraggono alle vie più battute. Ho deciso di organizzare il viaggio per aprile, partendo da Napoli in aereo: il volo diretto dura poco più di due ore e atterra a Portela, da dove il metrò è la prima spinta per il centro. Una volta in città, il tram 28 è il vero filo rosso; sale su e scende giù per le colline, passando per Alfama e Graça, e permette di muoversi senza spendere troppo. Un abbonamento giornaliero per tram e autobus copre quasi tutti gli spostamenti, così da mantenere il budget nella fascia medio, con qualche extra per le cene di tapas nei quartieri meno turistici.
Per assaporare davvero la città, servono quattro o cinque giorni: un giorno per il centro storico, uno per Belém e i musei, un altro per le colline di Bairro Alto e il panorama dal Miradouro da Senhora do Monte, e l’ultimo per esplorare i mercati locali e le tavole alte del Cais do Sodré. Una pecca è la folla che si raduna a Belém nelle giornate di sole; i lunghi code per la Pastéis de Belém sono quasi una delusione se non si è pronti a attendere.
Un consiglio che non trovo nelle guide è di prendere il tram 15 verso la zona di Alcântara al tramonto, scendere a “Praça da Figueira” e raggiungere a piedi il “Jardim da Estrela” dove una piccola taverna nasconde tapas di pesce fresco a prezzi onesti, lontano dalle rotte più turistiche. Questo piccolo spostamento aggiunge un tocco autentico alla visita, con vista sul fiume Tagus che si accende di colori dorati.