Il fascino rovente dell'Atacama in primavera
Il fascino rovente dell’Atacama in primavera si sente subito al primo passo sulla sabbia rossa, quando il sole comincia a scaldare ma la notte resta fresca. Ho deciso di partire da Torino con un volo per Santiago e poi un collegamento interno verso Calama; l’aeroporto è a due ore di bus da San Pedro de Atacama, ma il trasferimento più comodo resta il minibus condiviso, soprattutto per chi viaggia leggero. Il budget si posiziona su una media: voli e trasferimenti costano intorno ai 900 €, alloggio in bungalow a 30 € a notte e i tour guidati tra 30 e 80 € a giorno, quindi un viaggio di una settimana resta gestibile senza stravolgere le finanze .
Per assaporare il deserto servono almeno cinque giorni: due per il Salar de Atacama e le lagune altiplaniche, uno per la Valle della Luna, un giorno per i geyser del Tatio e l’ultimo per un’escursione a piedi verso il villaggio di Toconao. Muoversi è semplice con un 4×4 a noleggio; i sentieri sono ben segnalati, ma le strade di sabbia richiedono attenzione.
Una delusione comune è l’affollamento di prima mattina nella Valle della Luna, quando tutti gli scatti Instagram saturano l’area. Inoltre la connessione internet è scarsa e i segnalatori telefonici a volte spariscono, perciò è prudente scaricare offline map e avere una power bank solare a portata di mano .
Un consiglio che le guide non menzionano spesso: prenotare una visita notturna al museo astronomico di San Pedro e chiedere l’accesso al telescopio per osservare le costellazioni senza filtri turistici; l’esperienza è magica e il cielo è talmente limpido da far dimenticare il caldo diurna. Un ultimo trucco è portare con sé un paio di sandali robusti, perché i percorsi di sabbia fine possono rovinare le scarpe da trekking più costose. In primavera il deserto si mostra nella sua forma più vibrante, con fiori di cactus che sbocciano appena il clima si addolcisce .