Val d’Orcia in primavera: vigneti, bici e zero plastica 🚲🍇
Sì, la Val d’Orcia in primavera è un mix irresistibile di vigneti a perdita d’occhio, bici a quattro ruote e zero plastica. Parto sempre da Bologna in treno verso Siena, poi prendo l’autobus regionale che scende in valle; è più comodo di un’auto perché evita il traffico dei turisti con i loro SUV pieni di souvenir impilati. Una volta lì, la bici è l’unico mezzo praticabile: le strade sono troppo strette per il parcheggio e le pecore sembrano avere il diritto di precedenza.
Il budget varia: se si sceglie un agriturismo rustico è economico, con qualche cena a base di pici è medio, mentre una suite in una villa storica diventa caro. Per assaporare davvero la zona servono almeno due giorni interi; il primo per ciclare tra Pienza e Montepulciano, il secondo per una sosta a Bagno Vignoni e una passeggiata nei filari di Montalcino.
Una delusione comune è la mancanza di punti di ricarica per le e‑bike; i cavi sembrano spariti come le chiavi di casa dopo una sagra. Un consiglio che non trovi nei libretti: porta una borraccia filtrante con cubetti di frutta secca, riempila alle fontane di Acquapendente – l’acqua è così fresca che sembra un sorso di vino bianco. Inoltre, evita il sentiero più battuto e prova il tracciato “Il Vento del Tordo”, una vecchia pista agricola che ti regala panorama su colline ondulate senza alcun turista a fare selfie.