Mostar in primavera: ponti di pietra e tramonti sul Neretva
Mostar in primavera è un incanto di luce dorata che accarezza le pietre antiche del ponte e dipinge il Neretva di riflessi rosa al tramonto. Ho deciso di pianificare il viaggio per aprile, quando le temperature sono miti e le fioriture dei giardini si mescolano al profumo del caffè che sale dalle piccole taverne. Il budget si colloca nella fascia media: un volo per Sarajevo con una compagnia low‑cost, un autobus di circa tre ore verso Mostar, e alloggio in un bed & breakfast nel centro storico costano poco più di una centinaia di euro al giorno, includendo anche qualche pasto locale. Per spostarsi una volta in città basta camminare tra i vicoli lastricati; per raggiungere il punto panoramico sopra il ponte si può prendere un minibus locale o, se si è avventurosi, fare una breve escursione a piedi verso la collina di Musala, che è ben segnalata.
Il tempo ideale per assaporare la città è di due‑tre giorni: un giorno per il centro storico, la visita guidata al ponte e al bazar; il secondo per una gita sul Neretva in barca e per esplorare i dintorni; il terzo per rilassarsi in una delle caffetterie con vista sul fiume. Una delusione è la presenza di numerosi venditori ambulanti che, nelle ore più calde, tendono a sovraccaricare i prezzi dei souvenir e a creare un po’ di confusione nei pressi del ponte.
Un suggerimento che non appare spesso nelle guide è quello di salire al piccolo miradolo nascosto dietro la moschea Koski Mehmed-Pasha prima del tramonto: dalla terrazza si ha una vista panoramica quasi privata sul Neretva e sul ponte, ideale per scattare foto senza la folla e per gustare l’atmosfera tranquilla che la città offre solo in quei momenti.