Sapori e sentieri nascosti nelle colline di Val d'Orcia
I sapori e i sentieri più nascosti nelle colline di Val d’Orcia si scoprono avventurandosi fuori dalle rotte classiche, tra filari di vite abbandonati e piccoli borghi dove il tempo sembra essersi fermato.
Primavera è il periodo ideale: le temperature sono miti, le viole selvatiche colorano i pascoli e le cantine aprono le porte per degustazioni all’aperto. Arrivare è più semplice di quanto pensi. Dal capoluogo della regione si prende un treno regionale fino a Chianciano, da lì un autobus locale per Pienza e, una volta lì, è possibile noleggiare una bici elettrica o affidarsi al servizio di car sharing per esplorare le colline. Per chi ama guidare, l’autostrada A1 porta direttamente a Siena; da lì la SS2 è ben segnalata e offre parcheggi gratuiti nei paesini più piccoli.
Il budget si posiziona nella fascia medio: un alloggio in agriturismo di media categoria richiede circa €70‑90 a notte, i pasti in trattorie tipiche costano €15‑25 a portata di mano, e una degustazione di vini bio è intorno a €30 per due bicchieri. Con un po’ di flessibilità è possibile scendere a prezzi più economici scegliendo ostelli o campeggi.
Per assaporare davvero il territorio occorre almeno due giorni interi: il primo per il sentiero di Monte Oliveto, dove i casolari di pietra sono costellati di olive selvatiche, e il secondo per l’itinerario di Bagno Vignoni, con le sue acque termali naturali e la strada che porta al Crocifisso di San Quirico, una vista mozzafiato sul Val d’Orcia.
Una delusione frequente è la sovrabbondanza di turisti durante le festività di Pasqua: alcune cantine chiudono per gestire la folla e i ristoranti più noti diventano costosi e affollati. Inoltre, la strada sterrata che porta al podere di Montefiore può essere impraticabile dopo una pioggia, quindi controllare le previsioni è fondamentale.
Un consiglio che le guide non menzionano: al tramonto, fare una sosta all’osteria di Monticchiello, dove il proprietario offre gratuitamente un assaggio di pecorino stagionato al miele di castagno, un abbinamento che rivela l’anima autentica del territorio.