Patagonia wild: sentieri nascosti e cieli senza limiti
Sì, la Patagonia regala sentieri nascosti e cieli senza limiti. È primavera, aprile, quando i ghiacciai mostrano ancora una punta di colore e le praterie sono punteggiate da fiori tardivi. Per chi proviene da Firenze, la rotta più sensata parte da un volo verso Punta Arenas, con un breve scalo a Santiago; da lì un autobus notturno porta a Puerto Natales, porta d’ingresso al territorio più selvaggio. Una volta lì, il noleggio di un 4×4 è la soluzione più pratica per raggiungere i punti di partenza dei percorsi meno battuti, ma le linee di bus locali permettono di risparmiare se il viaggio è impostato su un budget medio.
Il budget varia: con ostelli, cucina condivisa e trasporti pubblici il conto resta nell’intervallo economico; una combinazione di rifugi di montagna e qualche notte in lodge di media categoria porta il totale a un livello medio; se si preferisce campeggio di lusso e guide private, il prezzo sale rapidamente verso il caro. In totale, per una esperienza di dieci giorni, la spesa si aggira intorno ai mille‑elevata centinaia di euro, a seconda del livello di comfort scelto.
Il tempo necessario per assaporare i luoghi più remoti è di almeno otto giorni, idealmente dieci, così da includere un’escursione al Valle del Fitz Roy, una giornata nella zona di Laguna Torre e una traversata al Parco Nacional Los Glaciares. Tra le tappe imperdibili c’è la camminata verso il ghiacciaio Perito Moreno al tramonto, quando le pareti di ghiaccio si riflettono in un cielo d’infinito. Da non perdere è il sentiero poco segnalato che porta al laghetto nascosto di Cerro Castillo; lì il silenzio è totale e l’orizzonte si apre su cime imponenti.
Una delusione frequente è la scarsa segnaletica dei percorsi minori: i cartelli sono sporadici e spesso coperti da neve residua, quindi è fondamentale affidarsi a mappe GPS aggiornate e a una buona dose di orientamento. Un consiglio che raramente compare nelle guide è quello di partire all’alba dal punto di partenza del sentiero del Viedma Glacier, perché il vento è più calmo e le ombre si allungano lentamente, permettendo di scattare foto del ghiaccio senza la foschia tipica del pomeriggio. Inoltre, portare una borraccia con filtro a carbone permette di rifornirsi direttamente dai ruscelli cristallini, riducendo il peso delle scorte d’acqua. Evitare di avventurarsi durante le piogge estive è prudente: i sentieri diventano fangosi, i ponti improvvisati crollano e l’esperienza perde gran parte della sua magia.