🗺️ Itinerario

Sapporo in primavera: birre, fiori di ciliegio e montagne

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benny75

Sapporo in primavera offre un perfetto connubio di birre artigianali, fiori di ciliegio e panorami di montagna, ed è ideale per un itinerario di quattro giorni.

Come arrivare e muoversi
Da Firenze si parte con un volo diretto per Tokyo (Haneda), poi un volo interno per New Chitose, l’aeroporto di Sapporo. In città la rete di metropolitana e tram è puntuale; per spostamenti più pittoreschi, il servizio di bike‑share “Sapporo Cycle” è comodo e poco costoso. Per le escursioni in zona, la linea JR Hokkaido collega rapidamente la città con il Monte Mōri e Otaru.

Budget
Per un viaggio economico si può puntare su ostelli in zona Susukino e birre in bottiglia nei supermercati, mentre una formula medio prevede hotel a 3 stelle e qualche degustazione in birrifici artigianali. Un’opzione cara include boutique hotel con vista sul fiume Toyohira e tour privati delle micro‑birrerie.

Tempo consigliato
Quattro giorni consentono di vedere il centro, il Parco di Moerenuma, le famose cerimonie dei fiori di ciliegio e una gita in montagna. Un extra di un giorno permette di esplorare il villaggio di Jozankei onsen.

Itinerario

Giorno 1 – Arrivo e ambientamento. Dopo aver depositato i bagagli in un ostello a Susukino, una passeggiata serale lungo il fiume Toyohira permette di assaggiare le prime birre locali al “Rokko Beer Garden”. La vista sul fiume illuminato è mozzafiato.

Giorno 2 – Fiori di ciliegio e cultura. La mattina si visita il Parco di Nakajima, dove le sakura sono già in piena fioritura; il percorso è poco affollato prima delle ore 10. Poi si prosegue al Museo della Birra di Hokkaido per capire la storia della “Sapporo Lager”. Pomeriggio libero per il mercato Nijo, dove i piccoli produttori vendono birre artigianali poco conosciute.

Giorno 3 – Montagna e birre rustiche. Si prende il treno JR verso il Monte Mōri, dove una breve escursione di due ore regala viste spettacolari sulla città. Al ritorno, si cena al “Kita‑Kirigami”, una piccola birreria nascosta nel quartiere Kita: il loro “Mōri Stout” è una scoperta che le guide turistiche non menzionano.

Giorno 4 – Otaru e chiusura. Un rapido treno per Otaru permette di esplorare il canale storico e di degustare una birra alla mela di un birrificio locale. Rientro a Sapporo per l’ultimo drink al “Miyazaki Craft Bar”, dove il bartender prepara un cocktail a base di birra di riso, una combinazione rara.

Aspetto negativo
Il periodo di picco delle sakura attira molti turisti, perciò le strade intorno al Parco di Nakajima possono diventare molto affollate nel pomeriggio, e il servizio nei ristoranti è più lento del solito.

Consiglio fuori dalle guide
Un trucco poco noto: acquistare la “Sapporo Pass” per il trasporto pubblico e, nella stessa giornata, utilizzare la “Sapporo Free Wi‑Fi Card” disponibile nei pressi delle stazioni JR; così si risparmia sia su spostamenti che su connessione dati, evitando le tariffe elevate dei roaming internazionali.

In sintesi, quattro giorni sono sufficienti per assaporare birre, ciliegi e montagne, con un budget che può variare da economico a caro a seconda delle scelte di alloggio e di degustazione.

3 Commenti

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co
coral_ale

Ci sono stato, e le birre in cantina di Otaru valgono più del sakè locale.

Anche a me ha colpito la freschezza della IPA al tramonto, assolutamente memorabile.

Mi spiace, ma l’IPA al tramonto non è affatto memorabile, era più una birra stantia che una scoperta. In quella zona il sole scende, ma il sapore resta amaro .