Quali tre sentieri di trekking in Patagonia non puoi perderti?
I tre sentieri di trekking in Patagonia che non possono mancare sono il Fitz Roy, il Torres del Paine Circuit e la Ruta del Hielo. Partendo da Firenze, il volo più pratico è Buenos Aires → El Calafate per il Fitz Roy, o Buenos Aires → Punta Arenas per il Torres del Paine, con collegamento in bus verso El Chaltén o Puerto Natales. Per la Ruta del Hielo, l’arrivo più comodo è El Calafate, poi un bus verso El Chaltén e un trasferimento in jeep fino al punto di partenza. Il budget varia: Fitz Roy è medio, con ostello e pasti locali; Torres del Paine tende verso il caro, soprattutto per i rifugi gestiti dal parco; la Ruta del Hielo può rimanere economica se si opta per campeggio libero e cibo preparato in autonomia.
Il tempo necessario dipende dall’intensità: Fitz Roy richiede almeno quattro giorni per coprire il sentiero al Cerro Frances e il laghetto Lago Fitz, il Torres del Paine Circuit è tipicamente un’avventura di otto‑nove giorni, mentre la Ruta del Hielo può essere completata in tre‑quattro giorni se si segue il percorso classico verso il ghiaccio Perito. Il clima patagonico è il grande ostacolo: venti improvvisi, piogge torrenziali e temperature che scendono sotto lo zero sono all’ordine del giorno . Un’esperienza deludente è la presenza di tratti chiusi per lavori di manutenzione, soprattutto nella zona del Grey Glacier; è necessario verificare gli aggiornamenti sul sito del parco prima di partire.
Un consiglio che non appare nelle guide tradizionali è quello di portare una piccola stufa a gas ultraleggera e un sacchetto di caffè in chicchi, così da preparare un espresso al sorgere del sole sul punto di vista del “Mirador Base”. L’aroma rende l’attesa più sopportabile e crea un momento di pausa unico, anche in mezzo al vento. Un altro trucco è scaricare offline la mappa topografica “Patagonia Trek” su un tablet, perché il segnale è quasi sempre assente e le mappe cartacee possono ingombrare. In definitiva, questi tre percorsi offrono paesaggi che restano impressi nella memoria, a patto di accettare il sacrificio di un clima imprevedibile e di una logistica che richiede un po’ di pianificazione extra.